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"In Umbria anche cinque mesi per un documento": la burocrazia frena il Superbonus 110%

L'agevolazione prevista dal Decreto Rilancio ferma al palo per il ritardo digitale della pubblica amministrazione. L'allarme dei geometri perugini: "C'è il rischio di non rientrare nei tempi. Il lavoro agile mal si coniuga con gli archivi cartacei”

Il ritardo digitale della pubblica amministrazione dell'Umbria frena gli umbri che vogliono usufruire del Superbonus, agevolazione prevista durante l'emergenza coronavirus dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dall'1 luglio 2020 al 30 giugno 2022, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Ulteriori sei mesi di tempo (31 dicembre 2022) sono quelli poi concessi per le spese sostenute per lavori condominiali o realizzati sulle parti comuni di edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche se, al 30 giugno 2022, è stato realizzato almeno il 60% dell’intervento complessivo.

La 'denuncia' è di Enzo Torzani, presidente del Collegio dei geometri di Perugia, che ha voluto rendere pubbliche le preoccupazioni della categoria sul raggiungimento degli obiettivi del Superbonus 110% e spiegarne le ragioni: “Il Superbonus 110% dovrebbe consentire, almeno nelle intenzioni, di dare una consistente spinta anche alla nostra sofferente economia regionale. Oggi, purtroppo, siamo però qui a sollevare le nostre forti perplessità - spiega Torzani dopo l’ultima riunione del Consiglio direttivo del Collegio -. Innanzitutto, mentre tantissimi sono gli edifici in cui si potrebbe operare, solo poche imprese sono rimaste attive dopo la moria dovuta alla grande crisi economica degli ultimi anni. Ma il problema vero e che più ci preme risolvere sono i lunghissimi tempi di attesa per ricevere dagli uffici comunali la documentazione necessaria. In molti casi, soltanto dopo tre, quattro o anche cinque mesi di attesa i professionisti possono disporre dei documenti indispensabili per decidere se sarà possibile o meno ottenere le agevolazioni”.

Un problema che parte da lontano: “Con il massimo rispetto per tutti coloro che, in questo momento, sono colpiti dal covid, assistono malati e lottano per sconfiggere il virus - ha sottolineato Tonzani -, devo comunque segnalare il grande disagio che incontriamo durante lo svolgimento del nostro lavoro nel momento in cui ci dobbiamo rapportare con gran parte delle amministrazioni comunali umbre. Stiamo pagando anni di inerzia innovativa in molti settori della pubblica amministrazione, la quale non ha saputo stare al passo con i processi di ammodernamento digitale. Non colpevolizziamo nessuno degli attuali amministratori che, comunque, stanno cercando in tutti i modi di porre rimedio a questo ritardo. A questo contesto, si somma però l’assoluta mancanza di lungimiranza del legislatore che ha fissato tempi esecutivi impossibili da gestire e rispettare, forse dimenticando la situazione dei Comuni e che in Italia siamo da mesi ‘paralizzati’ o quasi dalla crisi sanitaria. Il lavoro agile - conclude il presidente dei geometri perugini - male si coniuga con gli archivi cartacei ”.

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