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Dossier Umbria su Dad e studenti, le ferite lasciate dalla scuola a distanza sono gravissime: forte gap su inglese, matematica e in italiano

I genitori bocciano pesantemente la Dad: "I ragazzi e i bambini tornino a relazionarsi con i propri coetanei e a vivere la comunità scolastica"

La Dad, ovvero la scuola distanza, non è né il mezzo del futuro né soprattutto un mezzo valido per una didattica di qualità, almeno fino alle scuole superiori. Non piace neanche ai genitori che considerano "neanche scuola". La Dad viene di nuova bocciata anche nell'ultimo dossier redatto dall'agenzia Mediacom del direttore Giuseppe Castellini che ha analizzato le prove Invalsi 2021 mettendo in luce quando la pandemia ha tolto anche a livello culturale e didattico agli studenti di casa nostra. Un gap più pesante nell’ultimo anno delle scuole superiori che in quello delle scuole medie.

Matematica - La percentuale degli studenti umbri del V° superiore che raggiungono o superano i livelli di conoscenze minime richiese IN Matematica scende dal 57,5% al 47,6% (-9,9 punti percentuali o, espresso in variazione percentuale e non in punti percentuali, -17,2%). Di converso, gli studenti umbri del V° superiore che non raggiungono i target minimi richiesti in Matematica salgono dal 43,3% del 2019 al 52,4%, il che vuol dire che più di uno studente sue due non supera la soglia minima prevista di conoscenze. E l’arretramento umbro in Matematica nel V° superiore (-17,2%) è più forte sia di quello medio nazionale (-15,8%) che di quello del Centro (-14,8%), che pure mostrano cali rimarchevoli. Non solo, ma se nel 2019 la percentuali di studenti umbri del V° superiore risultati adeguati in Matematica (57,5%) era di poco inferiore sia alla media nazionale (58,2%) ma superiore a quella del Centro (56,7%), nel 2021 è inferiore a entrambe. 

Non proprio un bel segnale nel momento in cui viene evidenziata la necessità di aumentare le conoscenze nelle materie Stem (science, technology, engineering and mathematics). Sempre per quanto riguarda la Matematica, la situazione umbra arretra anche per quanto concerce l’ultimo anno elle scuole medie, ma in maniera molto più leggera e con un peggioramento molto meno marcato rispetto al dato nazionale e a quello del Centro. Nel 2021, infatti, in Umbria risultano adeguati in Matematica il 62,8% degli studenti rispetto al 64,6% del 2019, con un arretramento del 2,8%. In Italia gli studenti di terza media adeguati in Matematica sono scesi dal 61,4% al 54,8% (-10,7%) e nel Centro dal 64,9% al 59,8% (-7,9%).

Italiano – Profonda, anche se meno di quella della Matematica, la ferita lasciata dal Covid-19 (e dalla conseguente didattica a distanza) nei risultati scolastici relativi all’Italiano, anche se questo in Umbria vale per il V° superiore e non per la terza media, dove invece la regione migliora i risultati delle prove Invalsi, in controtendenza rispetto a quanto avviene per Italia e Centro. Nell’ultimo anno della scuola superiore gli studenti umbri che raggiungono gli standard minimi in Italiano scendono del 10%, passando dal 63,8% al 57,4% (di converso, gli studenti non adeguati salgono dal 36,2% al 42,6%). Il dato nazionale segna -14,2% (gli studenti adeguati calano dal 65,4% al 56,1%), quello del Centro -13,5% (gli studenti adeguati scendono dal 66% al 57,1%). Come detto, l’Umbria va invece positivamente in controtendenza nelle prove Invalsi di Italiano in terza media, dove gli studenti adeguati crescono del 6,7%, a fronte del -7,3% della media nazionale e del -5,7% del Centro

Inglese – Da rilevare subito che, nel V° superiore, benché in miglioramento il livello di studenti che raggiungono o superano lo standard minimo in Inglese listening è basso (appena il 32,5% degli studenti nel 2021, con il dato che era il 29,7% nel 2019), inferiore a quelli pure non certo elevato dell’Italia (36,9%) e del Centro (37,1%). Livelli bassi che sono la conseguenza della scarsa presenza di insegnanti madrelingua nelle scuole superiori italiane. Se si guarda all’andamento rea le prove Invalsi 2021 e quelle 2019 l’Umbria tiene e in vari casi avanza sia nel listening che nello speaking, ad eccezione nel listening nell’ultimo anno delle scuole elementari, dove il numero degli studenti adeguati accusa una contrazione del 7,4% (scendono dall’88,1% del 2019 all’81,6% del 2021), a fronte del -1,9% dell’Italia e del -2,9% del Centro. Ma sia nel V° superiore che in terza media l’Umbria marca un aumento degli studenti adeguati sia nel listening (+4,2%) che nel reading (+3%), mentre l’Italia e il Centro marcano un arretramento, più o meno marcato

Gli studenti umbri di terza media ottengono nelle quattro materie considerate punteggi superiori alla media nazionale, con un vantaggio più accentato in Italiano e Matematica rispetto a quanto avviene nell’Inglese (sia listening che reading). Da notare che, nei confronti delle altre regioni del Centro, l’Umbria in terza media è prima nel punteggio medio di Italiano (a pari merito con le Marche) e in Matematica (seguita a un punto dalle Marche), mentre in Inglese listening è superata dalle Marche e in Inglese reading è a pari merito con il Lazio, superata da Marche e Toscana.

I genitori - la Dad (didattica a distanza) non deve essere il futuro La Dad non deve essere il futuro. In strema sintesi, è questa la valutazione complessiva (negativa) da parte dei genitori in base ai risultati del questionario online realizzato dall’Università di Milano- Bicocca per approfondire il pensiero delle mamme e dei papà con figli che frequentano la scuola primaria e secondaria. I dati sono stati raccolti nel periodo di maggio-giugno 2020 attraverso il metodo di rilevazione Cawi – Computer assisted web interview e il campionamento è di tipo non probabilistico.

Anche se concordano sul fatto che la didattica a distanza è stata un’opportunità per implementare le tecnologie e aumentare le competenze digitali dei propri figli, da parte dei genitori sembrano predominare aggettivi sfavorevoli, che vedono nella Dad un’esperienza spiacevole, demotivante, inutile, inefficace e, in ultima analisi, brutta. Per le madri e i padri del campione la Dad non è quindi scuola. Riconoscono senza dubbio che ha rappresentato l’unica via percorribile in una situazione di emergenza, ma ritengono importante che i ragazzi e i bambini tornino a relazionarsi con i propri coetanei e a vivere la comunità scolastica quanto prima.

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