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Immuni al virus per decreto, operai tra rabbia e mobilitazione: "Tutelare la nostra salute, vuol dire tutelare anche tutti gli altri"

Fabbriche, cantieri e grandi magazzini in Umbria tutti al lavoro nonostante tante categorie sono state fermate dal Governo per contenere il contagio da coronavirus

Nell'Italia e nell'Umbria chiusa per decreto, per fermare la devastante avanzata del coronavirus, da stamattina sono sul loro posto di lavoro (e non c'è scrivania e poltroncina imbottita) operai, capi-reparto, magazzinieri, muratori e maestranze varie. Loro lavorano. Anche loro come altre categorie - e senza dimenticare il popolo delle Partite Iva - sono immuni per decreto al virus. Fondamentale il loro apporto per la produzione del Paese. Ma che strumenti hanno per lavorare senza rischiare di essere contagiati? Hanno tutti il kit? Cosa è stato fatto per loro, oltre che dall'azienda, a livello istituzionale per fronteggiare l'emergenza sanitaria? Possono rispettare la distanza minima con gli altri lavoratori? I sindacati stanno ricevendo segnalazioni, sfoghi e tanta rabbia da parte dei lavoratori. A Terni, all'Ast, si registra un sciopero spontaneo.

Nel resto dell'Umbria al momeno non si registrano forme di protesta simile. Ma il clima è difficile. Come ha ammesso il segretario della Fiom Cgil, Simone Pampanelli: "Registriamo tanta preoccupazione da parte di operai che temono per la propria salute e non capiscono perchè in un Paese dove molte categorie devono chiudere, loro invece devono continuare a spostarsi da casa e lavorare". Si sentono lavoratori di serie B e non eroi da prima linea. "Non tutti i luoghi di lavoro sono sicuri e non in tutti è possibile garantire le disposizioni espresse dal Governo" ha ammesso Pampanelli "Come sindacato stiamo lavorando su tutti i tavoli per rappresentare queste preoccupazione dei lavoratori che meritano rispetto e tutte le tutele possibili in fatto di salute. Siamo al lavoro".

La Fiom nazionale ha diramato queste direttive subito dopo l'approvazione del nuovo decreto del Governo Conte: "Impegna tutte le strutture della Fiom, in rapporto con Fim e Uilm, a mobilitarsi da subito per iniziative tese a verificare che ai lavoratori siano garantite dalle imprese le condizioni di salute e sicurezza anche attraverso fermate per una riduzione programmata delle produzioni. La Fiom ribadisce la necessità dei provvedimenti urgenti governativi sugli ammortizzatori sociali. In tutti i luoghi di lavoro dove non siano assicurate tale condizioni vanno messe in campo tutte le iniziative necessarie dalla richiesta di intervento delle autorità competenti alle iniziative di sciopero. Tutelare la salute dei metalmeccanici serve a garantire quella di tutti i cittadini italiani".

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