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Coronavirus, ristoratori in piazza: "In ballo c’è il futuro di 5mila imprese umbre e di 13mila lavoratori"

Il presidente Fipe, Romano Cardinali: "Chiediamo a tutte le istituzioni di fare la propria parte. vogliamo ripartire"

Scatta la protesta dei ristoratori e baristi. Manifestazione e presidio di Fipe Umbria in Piazza Italia. "La situazione del settore - spiega una nota - è talmente grave, e l’esasperazione degli operatori talmente forte, che gli umbri non si sono accontentati di partecipare con propri rappresentanti all’Assemblea nazionale, ma hanno voluto portare ancora una volta la loro protesta anche sul territorio, con una manifestazione che sarà statica, ordinata, ma molto forte nel valore simbolico e nei contenuti".

"Noi chiediamo alla politica risposte chiare e impegni precisi nei confronti delle nostre imprese e dei nostri dipendenti”, sottolinea il presidente di Fipe Umbria Confcommercio Romano Cardinali.

"Vogliamo una data per la ripartenza e un piano per farlo in sicurezza - aggiunge Cardinali - . E siccome abbiamo dato fondo a tutte le nostre risorse per cercare di sopravvivere in questo durissimo ultimo anno, ci aspettiamo dalla politica un aiuto vero e concreto dal punto di vista finanziario e uno stop alla tassazione che continua a perseguitarci, anche con le aziende chiuse. Ciò che abbiamo visto finora è del tutto insufficiente e non ci consente di immaginare un futuro. Lo ribadiremo domani al governo a Roma, ma vogliamo ricordarlo anche alla Regione Umbria e alle amministrazioni locali, che nei giorni scorsi sono state destinatarie di nostre precise richieste. Il nostro appello è rivolto anche a loro, perché crediamo che solo con un impegno coordinato, a tutti i livelli, si possa salvare questo settore che in Umbria conta più di 5 mila imprese e oltre 13 mila lavoratori".

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