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Coronavirus e fase 2, l'appello del parrucchiere: "Così siamo costretti a licenziare e a chiudere"

L'appello di Riccardo Piervittori alla Tesei: "Permetteteci di lavorare in sicurezza a domicilio, Conte sta uccidendo le imprese"

"Presidente Tesei, si metta una mano sul cuore e ci aiuti. Lo chiedo a nome di tutti i piccoli artigiani". E ancora: "Aiutateci a non chiudere. Siamo piccoli ma tanti e sulle nostre mani c'e il futuro delle nostre famiglie. Riccardo Piervittori, parrucchiere di grido di Magione, lancia un appello alla governatrice. Perché "Conte sta uccidendo le imprese", come recita lo striscione appeso per protesta fuori dal salone chiuso. Il riferimento è alla decisione della riapertura forse a giugno nella fase 2 della gestione dell'emergenza coronavirus. "Gli artigiani come me si stanno trovando davanti ad un bivio veramente brutto. Ogni giorno ci poniamo la stessa domanda: riapro o chiudo definitivamente?". E chiudere significa licenziare il personale. "Per evitare l'affollamento nel salone, quando potrò riaprire, potrò impiegare solo la metà del personale".

Ma Piervittori ha una una proposta per la presidente: "Permetteteci di fornire un servizio a domicilio, in tutta sicurezza per i miei dipendenti e per i clienti, con dispositivi di protezione sanitaria e materiale monouso. Così potremmo distribuire il carico di lavoro dei saloni mantenendo o addirittura aumentando il numero dei collaboratori". Questo, sottolinea Piervittori, "potrebbe essere uno strumento molto valido per contrastare il sommerso e il lavoro nero. Il servizio in questione deve esser regolarizzato fiscalmente, emettendo scontrini o fatture da caricare sulla ragione sociale e partita iva del salone di provenienza. Il che significa denaro anche per casse del Fisco, della Regione e del Comune". La sicurezza, però, deve essere la priorità: "Per effettuare un servizio a domicilio ci deve essere una certificazione di non positività del cliente, non possiamo rischiare". 

Appello finale alla Tesei: "Ci aiuti, presidente, o quasi sicuramente assisteremo ad una moria di piccole realtà che però sono i mattoncini che tengono in piedi una regione come la nostra".

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