Coronavirus, le partite iva alzano la voce: "Stop ai tributi e soldi a fondo perduto per 18 mesi"

Insoddisfazione per le misure adottate fin qui dal Governo e una ricetta per affrontare la crisi: "Siamo il motore del Paese, vogliamo un tavolo di concertazione"

Totale insoddisfazione. Questa il sentimento delle partite iva nei confronti delle misure fin qui adottate dal governo per fronteggiare la crisi economica innescata dall'emergenza coronavirus e dal conseguente 'lockdown' imposto dall'esecutivo. A dare loro voce è l'associazone 'Partite Iva insieme per cambiare' (oltre 450mila membri a livello nazionale e corrodinamenti presenti in tutte le regioni), che però non si limita a protestare ma lancia delle "proposte concrete per la realizzazione
di un urgente tavolo di concertazione, al fine di continuare a garantire la regolare contribuzione alle entrate statali,
considerato che le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale del tessuto economico italiano contribuendo a fornire la maggior parte del gettito fiscale al Paese".

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LE MISURE PROPOSTE:

1) La cancellazione dei debiti d'imposta, tasse, contributi, di qualsiasi ente statale, anche locali, (compreso gli acconti d'imposta sul reddito 2020), ad esclusione dell'Iva, per un periodo di 18 mesi e per tutte le piccole e medie imprese individuabili per dimensione a quelle non obbligate all’istituzione dell’organo di controllo ai sensi dell’art. 2477 del codice civile.

2) La sanatoria di tutte le pendenze fiscali e contributive compresi i tributi locali tenendo conto della effettiva capacità contributiva dei singoli soggetti, così come stabilito dalla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana all'articolo 53 (“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva).

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3) Attuazione di tutte le forme di finanziamento a fondo perduto con tutte le forme possibili. I finanziamenti a fondo perduto dovranno essere concessi a tutte le Partite Iva con una procedura che consenta di valutare in maniera specifica, certificata tramite una perizia giurata redatta da un revisore legale, contenente i danni economici subiti; Altresì, includendo: o la rinegoziazione dei finanziamenti in essere, essendo gli stessi appartenenti a business-plan non più attuabili, visti i cambiamenti di gestione e la forte riduzione del volume d’affari in essere e prospettico; o un contributo una tantum per le spese dell’adeguamento anti-covid19, per dipendenti e clienti, (paratie igienizzanti, sanificazioni impianti di trattamento aria, etc.)

4) Per le famiglie, i lavoratori dipendenti privati, lavoratori autonomi, collaboratori di qualsiasi forma, aventi un reddito non superiore ai 60 mila euro annui, un accredito diretto, ai propri conti correnti da 1.000 ai 2.500 euro mensili per 18 mensilità, stabilito attraverso un algoritmo di calcolo da concordare e ispirato ai principi costituzionali.

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5) L'istituzione di un tavolo di discussione a cui partecipare in rappresentanza delle partite iva e riguardante la riduzione del carico fiscale e del costo del lavoro, il riconoscimento delle tutele, la semplificazione burocratica degli adempimenti e nuove forme di regolamentazione per l’accesso al credito e per il potenziamento e lo sviluppo della competitività delle imprese italiane, coinvolgendo il garante della concorrenza rispetto alle vendite online da parte delle multinazionali estere e per studiare maggiori e più incisive tutele del 'Made in Italy'.

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