Coronavirus, il modello DeWalt: "Prudenza e audacia, così rispondiamo all'emergenza"

L'azienda di Corciano tra le realtà "guida" della regione: "Fondamentale il confronto con i nostri operai"

Il nastro blu delimita le tappe per l'ingresso. Prima disinfettarsi le mani, poi la misurazione della temperatura, quindi la consegna della mascherina. Due validatrici per registrare l'ingresso e poi si comincia. Pausa pranzo ridotta, ma ora che si può tornare a mangiare in mensa, distribuita su più scaglioni. Rigorosamente una seduta per tavolo, divisori di plexiglas, distributore delle bevande da utilizzare direttamente con il bicchiere, senza usare le mani per dosare. “Semafori” ai bagni dove non si può entrare in più di tre. E ancora, area relax all'aperto, con sedute distanziate, protezioni alle macchinette distributrici, disposte in più zone. La DeWalt Tools Industries di Corciano, gruppo Stanley Black&Decker, 200 dipendenti, è stata da poco premiata per le buone pratiche anti contagio tra i siti produttivi della casa madre. Ma l'attenzione qui, spiega l'amministratore delegato Cesare Ceraso, non è solo una medaglia da appuntare alla giacca. E' una necessità ovviamente, ma non solo del contingente. La “nuova normalità” che definirà la pandemia rende indispensabile trovare la strada migliore per convivere con questa incognita. E piuttosto che attendere, l'azienda di Corciano è partita in anticipo. “Abbiamo iniziato a mettere in atto le prescrizioni che sono diventate poi legge già a gennaio – spiega Ceraso – quando dai colleghi degli stabilimenti cinesi sono iniziate ad arrivare le prime notizie sull'epidemia”. E quindi dispositivi di prevenzione individuale, distanziamento, dilatazione degli orari, smart working, “inizialmente si è trattato di una sorta di test, e quando è stato necessario ricorrere al lavoro a distanza, eravamo già in un certo senso calibrati”.

VIDEO Coronavirus, l'esempio DeWalt: "Anticipate le criticità, così abbiamo risposto all'emergenza"

Previdenza, sana paranoia, intuizione. “Essere paranoici non è sempre un male. Quando temi il peggio e ti prepari ad esso, di fronte alle criticità hai un modo diverso di rispondere. La nostra fortuna – spiega ancora Ceraso – è stata quella di esserci preparati nel tempo e di non venire sorpresi dagli eventi. Come dire? Non abbiamo dovuto inseguire, adeguarci, modificare sostanzialmente la nostra organizzazione, perché avevamo già iniziato a farlo con qualche settimana d'anticipo”. E se, come racconta, c'è stato chi, tra i dipendenti, è arrivato a dire di sentirsi più al sicuro al lavoro che a casa, evidentemente l'organizzazione messa in piedi funziona. “E' stato un lavoro condiviso, abbiamo ascoltato chi sta nella linea, raccolto le esigenze di chi più di tutti evidenziava determinate esigenze. Ci siamo confrontati con i sindacati, sia le rappresentanze interne che le segreterie territoriali. Insieme abbiamo definito un percorso che riteniamo valido ed efficace”. Che si arricchisce ancora: “Stiamo pensando di adattare, per esempio, un braccialetto che segnala quando la distanza tra due lavoratori scende sotto i due metri. Oltre ad allertare, in caso di contagio, è utile per ricostruire per esempio i contatti avuti da chi risulta positivo. A breve, inoltre, gli operai saranno dotati di visiere protettive, quelle che utilizzano nei reparti degli ospedali”.

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Un modello per l'Umbria? “Siamo orgogliosi del riscontro che i nostri piani hanno avuto in azienda e sul territorio. Abbiamo condiviso con altre realtà, Acciai Terni, Isa, Angelantoni, periodicamente le soluzioni, con il supporto di Confindustria e le organizzazioni sindacali. Essere un modello è una parola forte, sicuramente in qualche cosa abbiamo fatto la differenza, ma non lo abbiamo fatto adesso. Per quello che abbiamo fatto servono aziende che abbiano affidabilità nel momento dello stress massimo. Non puoi avere la risposta che abbiamo dato noi se non la prepari nel tempo, quando puoi permetterti anche sbagliare e di trovare soluzioni differenti, di ascoltare. E questo accresce la fiducia del gruppo. Abbiamo delegato molto alle persone operative, molte decisioni sono state prese dove le cose avvengono. Abbiamo snellito la burocrazia e i passaggi gerarchici, ottenendo soluzioni più veloci e il coinvolgimento di chi opera dove i nostri prodotti vengono realizzati”. In due parole: prudenza e audacia.

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