Giovedì, 24 Giugno 2021
Economia

Coronavirus e fase 2, l'allarme di parrucchieri ed estetisti: "Migliaia di posti di lavoro a rischio"

Gauzzi (Confartigianato Perugia): "In tre mesi perso quasi il 20% del fatturato annuo"

Coronavirus e fase 2. Il settore 'benessere' contro il calendario delle riaperture del Governo Conte. Parrucchieri, barbieri ed estetisti riapriranno a giugno. Tre mesi di stop, che secondo i calcoli di Confartigianato Perugia equivalgono a "una perdita economica di circa il 18,1% del fatturato annuo". Un intero settore - con 2300 imprese in provincia di Perugia e più di 2500 addetti - rischia grosso. 

"La Confartigianato - spiega il segretario Stelvio Gauzzi - , ha elaborato e presentato da tempo proposte dettagliate su come tornare a svolgere queste attività in sicurezza per gli operatori ed i clienti, osservando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie su distanziamento, dispositivi di protezione individuale, pulizia e sanificazione". E ancora: "Proposte – continua Gauzzi - che penalizzano fortemente le nostre possibilità di ricavo, ma che abbiamo avanzato consapevoli in questo momento della loro necessità. Da allora non abbiamo più ricevuto alcuna risposta. Ed ora la Confartigianato e la sua gente non accetta più che le attenzioni del Governo siano rivolte ad altri settori e si limitino ad una incomprensibile dilazione per le nostre attività".

Ancora contro Conte: "Del resto – continua la nota della Confartigianato di Perugia - cosa potremmo fare di più rispetto ad oggi in termini di sicurezza a partire dal 1° giugno? Si può continuare ad obbligare a stare fermi gli imprenditori, che continuano ad avere costi fissi e ricavi azzerati per gli interi mesi di marzo, aprile, maggio? No, non ci stiamo più. Anche perché di tutto ciò che sino ad oggi è stato annunciato, le imprese, tranne i 600 euro, poco hanno ottenuto concretamente. Finora siamo stati alle regole – avverte Gauzzi - ma la prospettiva di un altro mese e più di fermo obbligato non la accettiamo".

Detto in numeri, suona così: "Confartigianato ha calcolato che l’effetto combinato di mancati ricavi a causa della chiusura e della concorrenza sleale degli abusivi, oltretutto estremamente pericolosa sul piano sanitario, nei mesi di marzo, aprile e maggio causerà alle imprese di acconciatura e di estetica una perdita economica di circa il 18,1% del fatturato annuo. Sarà pertanto molto difficile – conclude Gauzzi - evitare ripercussioni sull’occupazione: i mancati ricavi mettono a rischio il lavoro di migliaia di addetti del settore benessere".

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