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Martedì, 17 Maggio 2022
Economia

Coronavirus, tabaccai in rivolta contro l'obbligo di Green Pass: "Pronti allo sciopero"

Il presidente della Federazione Italiana Tabaccai: "Da noi si pagano anche bollette e si ritirano pacchi. E così si rischia di favorire il mercato clandestino di sigarette"

Tabaccai in rivolta e pronti allo sciopero a una settimana dall'entrata in vigore (dal primo febbraio) dell'obbligo di Green Pass per tutte le attività che non sono state considerate essenziali dal governo.

“Abbiamo avviato una trattativa con l'esecutivo - dice all'agenzia specializzata Agimeg presidente della Federazione Italiana Tabaccai, Giovanni Risso -, In particolare, a breve incontreremo il sottosegretario alla salute Andrea Costa che ha mostrato attenzione alle nostre rivendicazioni. Il nostro lavoro e il nostro senso di responsabilità devono essere tenuti in considerazione. Se così non fosse, se il Governo non ascoltasse la nostra voce, lo sciopero sarà inevitabile. Le tabaccherie abbasseranno le saracinesche”.

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I tabaccai, spiega ancora Risso, capiscono "l’importanza del Green Pass come ostacolo al diffondersi dei contagi e, soprattutto, come stimolo alla vaccinazione anche per i più recalcitranti. Non ne facciamo quindi una questione di principio ma di buonsenso, perché in tabaccheria entrano 13 milioni di italiani al giorno non solo per comprare le sigarette ma, soprattutto, per pagare le bollette, ritirare un pacco o comprare i biglietti dei bus locali. Clienti che già ora, con le regole attuali e date le ridotte dimensioni delle tabaccherie italiane, entrano uno alla volta, rispettando pazientemente il proprio turno".

E l'obbligo di Green Pass, secondo il presidente della Fit, rischia di avere effetti negativi: "Come si può non immaginare il caos che l’obbligo di controllo del Green Pass porterà? Come si può non vedere che piuttosto che fare la fila per acquistare un pacchetto di sigarette legali ci si rivolgerà al mercato clandestino, in mano a chi certamente non è interessato al possesso del Green Pass? Come si può - conclude Risso - non tenere nella giusta considerazione il rischio cui si dovranno esporre i tabaccai uscendo dal bancone, spesso blindato per motivi di sicurezza?”.

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