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Umbria, il Covid frena le donne imprenditrici: "Sono loro a pagare il conto più salato della crisi"

La ricetta di Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell'Umbria, per contrastare il rallentamento della crescita delle imprese femminili umbre: "Serve un migliore accesso al credito"

"Il conto più salato della crisi innescata dal Covid 19 lo stanno pagando le donne imprenditrici". Così Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell'Umbria, riassume i risultati di una indagine condotta da Infocamere sulla evoluzione della componente femminile dell'imprenditoria umbra. "E proprio per questo - aggiunge -, ora più che mai, il tema dell'impresa femminile va rimesso al centro"

La fotografia che esce dall’indagine Infocamere rimanda a una emergenza pandemica che frena la crescita delle imprese femminili umbre, ma non l’annulla, limitandone la flessione a - 0,23%. Al 31 dicembre 2020 lo stock delle imprese femminili in Umbria si attesta a 23.402 unità, con un tasso di femminilizzazione al 24,84%, tra i più alti d’Italia, dietro soltanto a Molise, Basilicata e Abruzzo.

Nell’anno della pandemia, in Umbria sono nate 1.143 imprese con una donna al comando: l’arretramento è pesante - 16,8%, rispetto al 2019. Molto positivo, al contrario, il dato delle cessazioni, diminuite del 12,2%. Pesante l’impatto dell’emergenza sanitaria sulle imprese femminili di giovani donne under 35, che perdono in un anno 162 imprese, su un totale al 31 dicembre 2020 di 2.260 unità.

Mencaroni indica con chiarezza quali azioni servono realmente per sostenere la componente femminile del mondo imprenditoriale: “Garantire un rafforzamento degli incentivi alle imprese, in cui ai tradizionali contributi per le Pmi a guida femminile si devono affiancare strumenti di finanziamento per le startup. Frenate dalla pandemia nella voglia di mettersi in proprio, le donne d’impresa mostrano una maggior necessità di supporto economico e finanziario. Dunque hanno bisogno di un migliore accesso al credito. E ancora, assistenza alle imprese, con il sostegno a incubatori e acceleratori specializzati, luoghi nei quali la donna che decide di avviare un’impresa trovi aiuto, competenze, indicazioni”.

L’analisi su base provinciale evidenzia un migliore tasso di femminilizzazione in provincia di Terni, 26,39%, contro il 24,37% registrato in provincia di Perugia. In valore assoluto al 31 dicembre 2020 lo stock delle imprese rosa a Perugia è di 17.607, in calo dello 0,17% su un anno fa. In provincia di Terni si registra un calo più grave dello 0,40%, con uno stock che raggiunge quota 5.795.

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