Economia

Coronavirus, il "grido" d'allarme di B&B e affittacamere: "Senza aiuti il settore verrà decimato"

Lettera al Ministro del Turismo per chiedere aiuti e soluzioni. A pagare lo scotto, anche il settore delle piccole attività familiari del settore

Immagine d'archivio e generica

Una crisi del turismo che, se prolungata nel tempo, impatterà su tutti quei gestori umbri (e italiani in generale) di strutture ricettive quali B&B, affittacamere, agriturismi, case vacanza. A sottoscriverlo in una lettera indirizzata al Ministro Franceschini, i vari presidenti di 39 Associazioni di categoria del settore e il sito nazionale “Bed and Breakfast.it”, che ha raccolto le istanze dei suoi associati. Sono tante, anche nella nostra Regione, le strutture di microricettività che svolgono attività imprenditoriale e il 45% di queste piccole attività familiari, in Italia, sopravvive solo grazie al frutto di questo lavoro.

Un settore strategico che concorre, insieme al settore alberghiero, al panorama turistico nazionale. “Senza l’aiuto dello Stato, ora, il settore extralberghiero, che rappresenta ormai una fetta importantissima del mercato turistico nazionale, si vedrà irrimediabilmente frenato nella sua capacità di reagire quando sarà il momento di ripartire”. È il grido d’allarme.

Tra le soluzioni che chiedono, quella di poter beneficiare del Bonus Affitti (per le strutture del settore extralberghiero in affitto) da estendersi fino a quando non sarà di nuovo possibile viaggiare in Italia.

Un eventuale Bonus fiscale, tanto per le strutture ricettive imprenditoriali che non imprenditoriali del settore, potrebbe essere parametrato al calo di reddito dell’attività nel 2020 rispetto al 2019. Oltre ai canoni di affitto è scritto- le strutture ricettive interrogate indicano difficoltà nel far fronte al pagamento delle rate dei mutui e delle utenze per i prossimi mesi. “Per questo motivo potrebbe essere opportuno sospendere le rate anche per le strutture non imprenditoriali al pari delle misure già previste nell’art. 56 del D.L. 18 del 17 marzo 2020".

Ci sono, quindi, anche i gestori di piccole attività ricettive del settore extralberghiero che non sono strutturate in forma di azienda, a pagare lo scotto di questa emergenza sanitaria ed economica. “Probabilmente – conclude la missiva indirizzata al Ministro - saremo il primo paese ad uscire dalla crisi, dopo la Cina, e ciò potrebbe concretizzare la possibilità di un rilancio del brand Italia con un marchio unico. Per tale motivo questo potrebbe essere il momento ideale per dare contributi a fondo perduto per ampliamento, digitalizzazione, innovazione, brand, miglioramento dei servizi”.

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