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Coronavirus, l'appello delle imprese: "Stop a Imu e Tari, subito"

Confcommercio: "Aziende messe in ginocchio dal totale blocco del mercato"

Le consegue del coronavirus. Il momento è "drammatico", dicono da Confcommercio Umbria, "con le aziende messe in ginocchio dal totale blocco del mercato e le prospettive incerte per il futuro". E adesso c'è anche un ostacolo in più per imprese: "In questi giorni di gravissima emergenza stanno arrivando i bollettini Imu, in certi casi anche per decine di migliaia di euro, ma le imprese non sono nelle condizioni di pagare".

Da qui arriva l'appello alla Regione Umbria: "In attesa delle tanto auspicate misure del governo - scrive Confcommercio - , occorre intanto provvedere a uno stop immediato della tassazione locale, a cominciare da Imu e Tari. Su questo tema abbiamo già incontrato alcuni Comuni, ma il problema riguarda l’intero territorio. Ribadiamo quindi alla Regione la richiesta di farsi parte attiva nel confronto con tutti i Comuni umbri, anche attraverso la loro associazione regionale".

E ancora: "Il fattore tempo è ora di straordinaria importanza: per salvare le imprese dal baratro, per infondere un minimo di fiducia. Le amministrazioni locali, in questo gravissimo frangente, devono fare la loro parte. Comprendiamo le loro esigenze di bilancio. Da noi dell’Umbria è partita la richiesta, subito recepita dal sistema nazionale di Confcommercio e Federalberghi, di premere sul governo per consentire lo sblocco del Fondo crediti di dubbia esigibilità che i Comuni sono obbligati a rimpinguare ogni anno. Uno strumento, insomma, c’è. La nostra richiesta deve essere sostenuta. La sopravvivenza delle imprese ora garantirà la ripresa dell’economia domani, non appena l’emergenza sarà passata".

Confcommercio ha chiesto alla Regione anche "di attivare nuove linee di credito per incrementare la liquidità disponibile e finanziare il capitale circolante". Una misura, secondo Confcommercio, "che deve andare di pari passo con quelle che il governo sta negoziando con Abi per ottenere la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e l’allungamento della durata dei piani di ammortamento".

Confcommercio, oltre alla cassa integrazione in deroga per le imprese, ha chiesto anche taglio del costo del lavoro, sospensione di pagamenti delle utenze, proroga al 1° gennaio 2021 di ogni nuovo adempimento fiscale e tributario, abbattimento dell’IVA per il settore turismo, indennità per i lavoratori autonomi e i professionisti, agevolazioni per le locazioni commerciali.

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