Coronavirus, la nuova emergenza non ferma allevatori e agricoltori della Valnerina "ma vanno sostenuti"

Le testimonianze delle sindache di Vallo di Nera e Monteleone di Spoleto, Angnese Benedetti e Marisa Angelini

Come non li ha fermati il terremoto così nemmeno il coronavirus ha bloccato l’attività degli uomini e delle donne della Valnerina. Lo attestano le sindache di Vallo di Nera e delegata Uncem Umbria, Agnese Benedetti, e di Monteleone di Spoleto, Marisa Angelini, grate per quanto le piccole aziende agroalimentari del territorio stanno facendo in questo difficilissimo momento. “I produttori agricoli e gli allevatori della Valnerina -  conferma Agnese Benedetti - nonostante l'emergenza del covid-19 e quella del sisma non ancora cessata, hanno continuato a lavorare garantendo il prodotto fresco e di qualità, puntando principalmente sulle consegne a domicilio. Nei piccoli centri sprovvisti di negozi hanno permesso alle persone di approvvigionarsi senza spostamenti e alcuni Comuni, per la confezione dei pacchi solidali o per le convenzioni dei bonus alimentari, si sono avvalsi dei prodotti locali. Come in tutti i tempi di crisi, l'agricoltura e la produzione di cibo appaiono nella loro reale essenza: una risorsa primaria”.

Così si è tornati a macinare il grano, anche a livello domestico, per avere la farina con cui confezionare il pane, a consumare il latte fresco, la verdura di stagione, senza ricorrere ai prodotti importati.  La montagna, insomma, ha rimesso in luce i suoi punti di forza. “Tuttavia – aggiunge Agnese Benedetti -  il comparto sta vivendo molte difficoltà: il sistema di vendita in Valnerina era principalmente a km zero, basato sul conferimento del prodotto ai vari ristoranti locali. Con la chiusura degli esercizi e con l'annullamento di tutte le manifestazioni e dei piccoli mercati, che consentivano la vendita ai turisti, molte aziende si sono ritrovate in ginocchio. Basti pensare ai piccoli caseifici, con il prodotto facilmente deperibile: ricotte, ricotte salate, formaggi, ma anche cereali, ortaggi, carni, legna da ardere. Tutto ciò ha aggravato la già difficile situazione del dopo terremoto. Né le aziende si sono potute rivolgere alla grande distribuzione, in quanto il prezzo pagato dalle catene non compensa i costi di produzione sostenuti”. Le associazioni di categoria si stanno adoperando per sostenere i produttori guardando ai mercati di nicchia della Capitale. Roma, infatti, ha con la Valnerina legami storici e rafforzare i rapporti, soprattutto con gli oriundi che gestiscono le migliori gastronomie, è uno degli obiettivi a cui si sta dedicando Coldiretti con l'ufficio di zona.

“La Coldiretti, ad esempio   – afferma Marisa Angelini – ha attivato anche delle convenzioni con le catene di grande distribuzione alla quale qualche operatore del settore ha aderito per salvare almeno parte dei costi sostenuti. Di certo ci hanno guadagnato i consumatori che nel periodo di Pasqua hanno potuto acquistare prodotti di altissima qualità a un costo impossibile in altri momenti. Non si può che ringraziarli per la tenacia con la quale stanno difendendo il loro lavoro, il reddito per le loro famiglie e per il territorio”.

“L'atteggiamento di tener duro è tipico degli uomini e delle donne di montagna – valuta Agnese Benedetti - che non si sono mai fermati ma hanno cercato soluzioni alternative per poter vendere i loro prodotti consegnando a domicilio nelle città vicine e ricorrendo alle tecnologie potenziando l'e-commerce. Soprattutto i più giovani sono passati dalla vendita diretta a quella fornita attraverso il web; ma molti anziani, e dove le connessioni telematiche non sono consentite o avvengono con grande difficoltà, i disagi si fanno sentire più forti. Alcune aziende, addirittura -  riferisce ancora -  hanno deciso di fermare le vendite donando i prodotti alle famiglie in difficoltà, come è accaduto per esempio a Vallo di Nera con l'Azienda "Il Piano" di Darcy Gordon che ogni settimana ha consegnato pacchi al Comune da destinare agli anziani con dentro uova, ortaggi, confetture e prodotti freschi.

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C'è bisogno di liquidità alle aziende – si appella il sindaco di Vallo di Nera - con una tempestiva erogazione dei fondi comunitari e attraverso un sostegno vero a chi fa un mestiere tanto necessario e assicura cibo di qualità e tutela del territorio. Compriamo dalle nostre aziende agricole, dotiamo il territorio delle infrastrutture veloci per la comunicazione ultimando i lavori intrapresi per la connessione a banda ultralarga e, soprattutto, riconosciamo il giusto ruolo a chi non ha mai smesso di lavorare la terra, togliendo di mezzo la tanta burocrazia che accompagna questo mestiere primario".

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