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C'è un'azienda che batte la crisi: un marchio made in Umbria che vende in 110 Paesi, fatturato record

Lo storico marchio di Pietro Coricelli che ha registrato un +4% di vendite totali ed un export in 110 Paesi con cui porta la cultura italiana dell’olio nel mondo. Il 2016 si è chiuso con 120 milioni di fatturato

Nonostante la crisi economica che in Umbria continua a farsi sentire, anche per via delle dimensioni (piccole) delle aziende sopravvissute, c'è anche chi continua a vincere sul mercato internazionale valorizzando la nostra regione e continuando a dare lavoro. Tra questi c'è lo storico marchio di Pietro Coricelli che ha registrato un +4% di vendite totali ed un export in
110 Paesi con cui porta la cultura italiana dell’olio nel mondo. Il 2016 si è chiuso con 120 milioni di fatturato, un +4% di vendite in tutto il mondo ed un +20% in Italia. 

Da Spoleto fino gli Stati Uniti e Giappone, passando dal Brasile e Sudafrica, fino all’India e all’Europa: presente in 110 Paesi, da quasi ottant’anni porta la cultura dell’olio in tutto il mondo. Un aumento in linea con gli ultimi 8 anni che hanno registrato un aumento del 50% rispetto agli iniziali 80 milioni di euro.

Trenta milioni di litri di olio venduti nel 2016: un +20% di volume solo in Italia (passando da 8.33 milioni nel 2015
ai 10.04 milioni del 2016), prodotti su 6 linee operative con una capacità totale di circa 13 milioni di litri al mese.

“La nostra missione - afferma Chiara Coricelli, Direttore Commerciale, membro del Cda e rappresentante della terza generazione della famiglia - è diffondere la cultura dell’olio in Italia e in tutto il mondo, trasmettendo tutta la tradizione che c’è dietro, ma anche l’innovazione e la ricerca con cui far vincere la tradizione mediterranea in tavola. Il 2016 si è chiuso raggiungendo un ottimo risultato sia sul territorio italiano, dove le vendite raggiungono la quota del 40%, sia sul mercato estero. Uno dei punti di forza del nostro approccio è un costante investimento in ricerca e sviluppo grazie a cui abbiamo migliorato le infrastrutture e le strumentazioni. Ad esempio abbiamo reso il nostro Quality Innovation Centre ancora più efficiente e moderno, in modo da permettere una riduzione di tempi e costi”.

Il cuore di Pietro Coricelli batte a Spoleto, dove si trova l’Oliveto del Barbarossa, il tradizionale oliveto della famiglia, a cui negli ultimi anni è stato aggiunto un moderno oliveto super intensivo distribuito di 98 ettari con 130.000 piante di ulivo. L’impianto è situato proprio attorno allo storico stabilimento dell’azienda dove lavorano 75 dipendenti. Da qui partono ogni giorno centinaia di migliaia di litri di olio che vanno in giro per il mondo: dagli Stati Uniti, Canada,
Giappone, Brasile, Cina, Hong Kong, Taiwan, India, Sudafrica, Belgio, Germania. Un giro d’affari fortemente internazionale rappresentato, dall’85% circa, dalla vendita di olio d’oliva, seguito da olio di semi, oli aromatizzati ed aceti, pasta, sughi e pomodori. 

Il marchio umbro è riuscito anche nell'impresa di acquistare CIRIO, storico brand dell’industria alimentare italiana, che dal 2009 è di proprietà di Pietro Coricelli che ne detiene la licenza d’uso perpetua per oli e aceti.

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