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Imprenditori cinesi in Umbria per un programma comune di sicurezza alimentare

La sicurezza alimentare al centro di un incontro avvenuto a Palazzo Donini tra una delegazione di imprenditori cinesi e amministratori umbri, nel quadro del progetto 'Food Safety in China'finanziato dal Programma Ministero Affari Esteri-Regioni-Cina

La Cina si avvicina sempre più, affascinata dalla nostra terra, dall'arte, ma soprattutto dalla cucina italiana. L'Umbria diventa perfetto esempio di come, tutte queste caratteristiche possono manifestarsi in un piccolo 'scrigno'. Ed proprio dal fascino che trasmette la verde Umbria, che una delegazione di imprenditori cinesi, impegnati in vari settori economici, dall’agroalimentare alla manifattura, dall’immobiliare alla moda e alla telefonia, in questi giorni visiteranno alcune realtà aziendali dell’Umbria, nel quadro del progetto sulla sicurezza alimentare al quale, nell’ambito del più ampio programma di cooperazione Ministero degli Esteri, Regioni e Cina.

Ieri, 9 ottobre 2013, è avvenuto l'incontro di presentazione del nuovo programma con una delegazione cinese, in una conferenza stampa a Palazzo Donini, alla quale ha preso parte l’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini, il coordinatore del progetto Giampiero Rasimelli, Stefano Briganti per il Parco Tecnologico Agroalimentare e Chiara Santoro della segreteria del Programma Mae-Regioni-Cina

"Siamo rimasti letteralmente affascinati dall’Umbria – ha affermato William Li Tian Wei uno dei rappresentanti del gigante asiatico - dal paesaggio ma anche dal cibo e dal vino italiano, che, potrete immaginare, è molto diverso dal vino cinese. Il cibo è molto importante per la Cina, che vanta nel settore una tradizione millenaria ed una delle migliori cucine del mondo, e il problema della sicurezza alimentare è un problema centrale per noi: dall’Italia, dalle esperienze agroalimentari delle sue regioni possiamo ricavare gli strumenti che ci servono, verso un cibo sicuro, naturale, ecocompatibile e soprattutto gustoso".

E' proprio qui che le due grandi cucine s'incontrano, nell'attuare le moderne normative di sicurezza, quegli strumenti di cui il paese asiatico ha grande necessità per poter salvaguardare sia il mercato interno e sia per dare nuovo slancio alle proprie esportazioni alimentari, non sempre ben viste in occidente. "Nell’impetuoso sviluppo economico della Cina degli ultimi decenni, - sottolineano gli imprenditori cinesi - avvenuto in tempi così rapidi, il problema della sicurezza alimentare è per noi e per le nostre autorità un problema centrale, soprattutto se si considera che, in un paese così popolato, il problema prioritario è ancora quello di garantire cibo a tutti".

"Il progetto 'Food Safety Forum in China' – ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini – è stato l’occasione di un grande confronto sulla sicurezza alimentare, in cui abbiamo offerto alla Cina il nostro patrimonio di ‘buone pratiche’ in termini di affidabilità, qualità e tracciabilità del cibo, oltre alle nostre eccellenze capaci di promuovere i nostri territori, avviando attività e canali per rapporti imprenditoriali e di commercializzazione, in una visione integrata anche con la filiera turistica". Cecchini ha espresso l’auspicio che il programma, ormai giunto al suo ultimo anno possa essere rifinanziato e proseguito in futuro.

"È stata un’avventura affascinante, che abbiamo affrontato con tutte le nostre migliori intenzioni – ha commentato Stefano Briganti del 'Parco Tecnologico Agroalimentare', che del progetto è stato il soggetto attuatore -; le cinque Regioni partecipanti, hanno 'fatto sistema', e sviluppato con la controparte cinese importanti partenariati territoriali: si è trattato dell’assoluta conferma di come i cinesi attribuiscano grande importanza ai prodotti italiani, visti come esempio di una sicurezza alimentare, che testimonia dell’ambiente salubre, ma anche dell’‘estetica’ di un territorio, che vale – ha concluso - quanto l’apprezzata bellezza della nostra arte e del nostro 'design'".

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