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Economia

Attività Adisu 2010: meno borse di studio a causa dei tagli

Ieri la relazione in Consiglio regionale sull'attività dell'Agenzia umbra per il diritto allo studio. "Garantiti agli aventi diritto mensa, contributi e alloggi grazie a fondi Regione"

Il Consiglio regionale ha preso atto della Relazione sulla attività e sugli obiettivi conseguiti dell'Agenzia regionale per il diritto allo studio (Adisu) nell'anno 2010. L'argomento, iscritto ai fini del solo esame e quindi senza un voto finale dell'Aula, è stato illustrato dal presidente della terza Commissione Massimo Buconi che ha evidenziato i meriti e gli ottimi risultati gestionali raggiunti dall'Agenzia, la cui attività, ha detto, "contribuisce in modo fondamentale ad attrarre in Umbria studenti da fuori".E’ quanto si legge in una nota del Consiglio Regionale.

Nel corso del 2010, ha spiegato il relatore, “per effetto dei tagli ministeriali l'Adisu non è riuscita ad erogare come nel passato la totalità delle borse di studio agli studenti aventi diritto per merito e condizione patrimoniale (contro una media nazionale del 50 per cento erogata dagli altri atenei): l'Agenzia per la prima volta si è fermata ad una copertura del 42,26 per cento, garantendo però agli aventi diritto rimasti esclusi incentivi importanti come servizi mensa, contributi finanziari ed alloggi gratuiti. Questo è stato possibile - ha detto Buconi - anche grazie ai maggiori fondi assegnati dalla Regione, pari a 3 milioni e 500mila euro, individuati in sede di assestamento del bilancio”.

“Merito dell'Adisu - ha proseguito Buconi - è anche il proseguimento delle attività di realizzazione di nuove residenze universitarie come quella di Via Enrico Dal Pozzo a Perugia, del Padiglione A di Via Innamorati e delle manutenzioni straordinarie sulle residenze esistenti”. Il relatore ha infine precisato che dalla discussione maturata in terza Commissione sulle assegnazioni delle borse di studio e dei servizi, è emerso che “per le erogazioni monetarie l'Adisu ha fatto riferimento agli importi minimi fissati nel 2010, mentre per il servizio mense i borsisti fuori sede hanno potuto usufruire di due pasti giornalieri, mentre i pendolari e i residenti di uno solo”.

Critiche all’operato dell’ente sono piovute da Gianluca Cirignoni (Lega Nord): “Perché nonostante il continuo aumento dei fondi regionali all'Adisu, fino a 16 milioni euro, sono state erogate solo 1.828 borse di studio? (il 42 per cento) e perché non sono stati chiariti criteri ed importi delle cosiddette borse straordinarie assegnate, anche per un minimo di 500 euro?”. Anche Massimo Monni (Pdl) ha avuto da ridire sulle modalità di gestione dell'Adisu, sulla mancanza di trasparenza e di informazioni, ed ha, inoltre, proposto di inviare la relazione sulla gestione all'esame del Comitato per il monitoraggio e la vigilanza. Monni ha, altresì, voluto ricordare che l'Adisu ha rinnovato una convenzione con la Comunità montana, nonostante il sopraggiunto scioglimento dell'ente.

Questi i numeri dell’Agenzia: Nel 2010 l'Adisu ha assicurato 1.498 posti letto nei vari collegi e residenze, per un costo medio annuo individuale di 3.137 euro e un importo complessivo di 4milioni e 699.533 euro. Delle borse di studio finanziate dal ministero per 9milioni 651.150 euro, hanno usufruito 1.111 studenti fuori sede, 564 pendolari, 271 in sede. Agli studenti aventi diritto rimasti privi di borsa (1.327 fuori sede, 875 pendolari e 441 residenti) l'Agenzia ha erogato servizi in contributi monetari per 3milioni e 930.675 euro; servizi abitativi per un milione e 214.000 euro; pasti gratuiti nelle mense dell'ateneo per 1 milione 223mila.

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