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Lunedì, 8 Agosto 2022
Economia

Ora la crisi energetica fa paura, Confindustria: "Aumenti oltre 80%. Servono ora fondi o si ferma produzione. Non c'è più tempo"

Solo nelle ultime due settimane il prezzo dell’energia elettrica è aumentato del 50% e quello del gas dell’85%. L'appello al Governo

Solo nelle ultime due settimane il prezzo dell’energia elettrica è aumentato del 50% e quello del gas dell’85%, passando da 81 euro MWh del 13 giugno a 150 euro MWh del 30 giugno. Di fatto ogni famiglia si è vista più che raddoppiare la spesa per le bollette di gas e luce. E per le imprese è andata anche peggio. Aumenti che pesano in modo diretto sui bilanci familiari e aziendali ma che incidono anche sulle spese di prima necessità e sul futuro delle attività produttive. Confindustria Umbria registra allarmanti segnali di rallentamento delle produzioni che comporteranno l’inevitabile cessazione di attività produttive. Il rischio è che la resilienza produttiva dimostrata delle imprese industriali fino a questo momento non duri a lungo, perché i margini sono sempre più ridotti a causa dei rincari di tutte le commodity che hanno un impatto devastante sui costi delle imprese, rendendo antieconomico per alcuni settori continuare la produzione. Tutto ciò inevitabilmente avrà ricadute anche in termini di tenuta occupazionale per i dipendenti e tutele economiche per le loro famiglie.

“Ci troviamo in una situazione drammatica che colpisce cittadini e imprese – commenta il Presidente di Confindustria Umbria Vincenzo Briziarelli - e sta indebolendo le attività industriali di ogni dimensione e di ogni settore, rendendo sempre più difficile l’operatività aziendale. È necessario fermare questa escalation di aumenti non più sopportabile dalle imprese che non riescono e che non possono operare con questi prezzi dell’energia e delle materie prime”.  “Ora però il baratro economico e sociale è a un passo - ha concluso - il Presidente di Confindustria Umbria - e le analisi sul perché si è giunti a questo punto sono tardive e poco utili. Allo stesso modo predicare soluzioni di medio-lungo periodo è tanto suggestivo quanto evanescente. È necessario introdurre misure ed azioni che possano ridurre concretamente e in modo strutturale il costo dell’energia e contestualmente prorogare i termini degli interventi fino ad ora emanati dal Governo, garantendo un orizzonte almeno annuale. Solo in questo modo sarà possibile fornire agli operatori certezze per consentire di programmare le attività". 

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