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Economia

INDAGINE Per salvare l'Umbria bisogna fondere i comuni: da 92 a 30, meno tasse e più lavoro

La Cna dell'Umbria ha realizzato un lavoro sui potenziali benefici dei comuni che si fondono: tutti i nuovi comuni aggregati, quante tasse si possono abbassare o quanti investimenti in più grazie ai super bonus in 10 dello Stato. In questa maniera si salvano i territori dallo spopolamento

Per salvare l'economia e l'identità dei comuni umbri - sempre con meno residenti, con meno trasferimenti statali e con costi sempre più alti - è giunto il momento di una vera e propria rivoluzione per invertire la rotta che tradotto vuol dire: il ritorno di residenti, più investimenti e aziende pronte a trasferirsi da noi sfruttando macchine comunali più organizzate e che possono abbassare le tasse invece che alzarle per mantenere gli alti costi di gestione del pubblico. Ma questo richiede un sacrificio: addio alla totale autonomia del borgo antico formato da poche centinaia di anime. 

I comuni si devono fondere tra loro a livello politico, amministrativo e progettuale. Se questo avverrà da qui ai prossimi anni si potrà usufruire di incentivi e benefici contro gli attuali tagli governativi. Per capire meglio la portata di questa potenziale rivoluzione: rispetto al 2010 i Comuni dell’Umbria hanno perso il 53% dei trasferimenti statali e hanno ridotto del 22% la spesa per investimenti. Con la fusione arriverebbero risorse che consentirebbero di abbattere del 12% la pressione fiscale locale o incrementare del 26% gli investimenti comunali. 

Lo studio porta la firma della Cna dell'Umbria che ha fatto i calcoli sulla legge statale a riguardo delle fusioni dei comuni e dei benefici previsti dallo Stato. In Umbria i 2/3 dei comuni sono sotto i 10 mila abitanti. Una piccola Lilliput che rischia di non avere più risorse per gestire il proprio territori e il welfare cittadino. La relazione della Cna prevede con le fusioni dei comuni: Una sola annualità di incentivi consentirebbe di recuperare mediamente il 63% dei tagli ai trasferimenti degli ultimi 6 anni. Per alcune ipotesi di fusione, l’incentivo annuo supererebbe addirittura il 100% dei trasferimenti tagliati.

L'idea è quell di portare da 92 a 30 i comuni dell'Umbria. Soltanto sei rimarrebbero uguali ad oggi: Perugia, Gubbio, Castiglione del Lago, Spoleto, Terni e San Giustino. Ecco le ipotesi di fusioni tra comuni e i benefici per ogni nuova area. 

A) Citerna - Città di Castello - Monte S. M. Tiberina (abitanti 44mila 500).Incentivi per fusioni previsti: Pressione fiscale meno 7% o (utilizzando le risorse diversamente) Investimenti comunali più 19% - Incentivi fusione 2milioni di euro

B) Lisciano Niccone - Montone - Pietralunga - Umbertide. Incentivi fusione 2milioni di euro, tasse riducibili fino al 13% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 36%. 

c) Costacciaro - Fossato di Vico - Scheggia e Pascelupo - Sigillo. Incentivi fusione 1,2milioni di euro, tasse meno 26% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 36%. 

D) Passignano sul Trasimeno - Tuoro sul Trasimeno: Incentivi fusione 1milione di euro, tasse meno 14% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 57%.

E) Città della Pieve - Paciano - Panicale - Piegaro: Incentivi fusione 2 milioni di euro, tasse meno 16% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 50%.

F) Assisi - Valfabbrica: Incentivi fusione 2 milioni di euro, tasse meno 9% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 75%.

G) Bastia Umbra - Bettona: Incentivi fusione 2 milioni di euro, tasse meno 10% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 16%.

H) Deruta - Torgiano: Incentivi fusione 1,5 milioni di euro, tasse meno 15% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 113%

I) Fratta Todina - Monte Castello di Vibio - Todi: Incentivi fusione 2 milioni di euro, tasse meno 16% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 32%

j) Corciano - Magione: Incentivi fusione 2 milioni di euro, tasse meno 8% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 66%

k) Gualdo Tadino - Nocera Umbra: Incentivi fusione 2 milioni di euro, tasse meno 13% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 4%

L) Cascia - Cerreto di Spoleto - Norcia - Poggiodomo - Preci - Sant’Anatolia di Narco - Scheggino
Vallo di Nera: Incentivi fusione 2 milioni di euro, tasse meno 17% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 34%

M) Campello sul Clitunno- Trevi: Incentivi fusione 1,2 milioni di euro, tasse meno 15% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 33%

N) Giano dell’Umbria - Gualdo Cattaneo - Massa Martana:Incentivi fusione 1,8 milioni di euro, tasse meno 22% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 143%

O) Foligno - Sellano - Valtopina: Incentivi fusione 2 milioni di euro, tasse meno 6% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 14%

P) Bevagna - Cannara - Spello: incentivi fusione 2 milioni di euro, tasse meno 20% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 84%

Q)Castel Ritaldi - Montefalco: incentivi fusione 1 milioni di euro, tasse meno 17% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 123%

R) Collazzone - Marsciano - San Venanzo: incentivi fusione 2 milioni di euro, tasse meno 14% o (utilizzando le risorse diversamente) investimenti più 15%
 

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