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Voucher abrogati dopo il grande abuso. Quale alternativa? "I contratti a chiamata..."

Un loro utilizzo sempre maggiore, spesso oggetto di abuso, anche in Umbria, ha portato alla loro abrogazione definitiva. Quelli già acquistati potranno essere utilizzati entro la fine dell’anno

I voucher, strumento che nelle intenzioni avrebbe dovuto portare a galla il lavoro nero e nati per pagare i lavori saltuari, come quelli stagionali, nella realtà dei fatti si sono trasformati nella nuova frontiera del precariato. Un loro utilizzo sempre maggiore, spesso oggetto di abuso, anche in Umbria, ha portato alla loro abrogazione definitiva. Quelli già acquistati potranno essere utilizzati entro la fine dell’anno. 

E allo stato attuale delle cose con molta probabilità saranno sostituiti con contratti tradizionali, tra questi quelli a chiamata che certamente hanno maggiori costi per i datori di lavoro, ma sicuramente maggiori tutele per i lavoratori. “Il contratto a chiamata è un ottimo strumento alternativo – ha spiegato Roberto Girolmoni, presidente dell’Associazione giovani consulenti del lavoro di Perugia, durante un convegno che si è svolto giovedì 20 aprile a Todi -, soprattutto in quei settori, turismo, commercio e pubblici esercizi, in cui i voucher sono stati ampiamente usati, innanzitutto perché estenderà le garanzie minime ai lavoratori che verranno considerati dei subordinati a tutti gli effetti”. 

“Nell’ultimo periodo si è assistito ad un abuso anche nella nostra regione – ha proseguito Girolmoni -: si è passati, infatti, da 1,5 milioni di voucher del 2015 a 2 milioni e 84mila nel 2016, mentre nel 2014 erano 936mila voucher. Le cifre ci dimostrano come il voucher sia stato probabilmente oggetto di abuso nel mondo del lavoro in Umbria”. 

L’appuntamento, promosso dalle Associazioni giovani consulenti del lavoro di Perugia e di Terni, è stato l’occasione per far il punto e affrontare con esperti del settore varie tematiche, tra cui, cassa integrazione ordinaria, agevolazioni per l’assunzione dei giovani, solidarietà, regime sanzionatorio, fondi di integrazione e lavoro dei soci nelle srl. Relatori, oltre al presidente Girolmoni, sono stati anche Micaela Salvi, presidente dell’Associazione giovani consulenti del lavoro di Terni, gli ispettori del lavoro Andrea Seppoloni e Adriano Bartolucci e il funzionario ispettivo Inps in servizio all’Ispettorato nazionale del lavoro Cecilia Marino.

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