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Domenica, 3 Luglio 2022
Economia

Come cambia il lavoro dopo la pandemia: le priorità sono sicurezza, giovani, sostegno alle donne, riforma del fisco e Pnrr

A Perugia il convegno promosso dalla Cisal Umbria: "L’Umbria è tra le regioni italiane con l’incidenza più alta per gli infortuni mortali sul lavoro"

Sicurezza, giovani, sostegno alle donne, riforma del fisco, Pnrr, sono i temi al centro del convegno sui cambiamenti nel mondo del lavoro a seguito del Covid e della congiuntura internazionale, promosso dalla Cisal Umbria nella sala consiliare della Provincia di Perugia, alla presenza del segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro e gli interventi del presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Marco Squarta, del presidente del Consiglio comunale di Perugia, Nilo Arcudi, dell’onorevole Emanuele Prisco, del direttore dell’Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Perugia, Carlo Cerati, e dell’assessore comunale Luca Merli.

Il segretario generale Cavallaro, dopo aver salutato e ringraziato i presenti e la segreteria regionale della Cisal Umbria, guidata da Vincenzo Filice, per il lavoro e l’impegno quotidiano sul territorio, si è soffermato sulle difficoltà legate al post pandemia e al conflitto ucraino: “Difficoltà che hanno aggravato ed andranno ad aggravare situazioni già difficili, che pagheremo ancora per tanto tempo e che hanno portato a dei rincari che si stanno abbattendo, con effetti devastanti, su famiglie, pensionati ed imprese. Abbiamo bisogno di riforme decise per rimettere in piedi il Paese. Su tutte una vera riforma del fisco che vada a tagliare in maniera decisa il costo del lavoro”.

“Necessaria quindi - ha aggiunto Cavallaro - una svolta quantitativa e qualitativa per il lavoro, in grado di dare certezze e garanzie soprattutto ai giovani, perché la precarietà non porta da nessuna parte. E purtroppo i contratti a termine stanno diventando la regola. La precarietà crea insicurezza e non aiuta i giovani a farsi una famiglia. E basta leggere gli ultimi dati demografici per avere conferma”.

Il segretario Cavallaro ha posto poi l’accento sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: “L’Umbria è tra le regioni italiane con l’incidenza più alta per quanto riguarda gli infortuni mortali sul lavoro. In Italia muoiono più di tre persone al giorno sul lavoro. Una strage quotidiana inaccettabile che impone risposte immediate dalle istituzioni ad ogni livello e assunzione di responsabilità da parte dei datori di lavoro. Pertanto è necessario investire in prevenzione e formazione. Serve un cambio di mentalità che porti a considerare la sicurezza sul lavoro non come un costo o un inutile e formale appesantimento di procedure, ma come l’unico contesto operativo che garantisca la salute ed il benessere di chi lavora e in ultima analisi anche le prospettive di continuità e di sviluppo per le stesse aziende”.

“La ripresa economica sta andando a rilento – queste le parole del presidente Squarta – in Italia abbiamo salari bassi e l’aumento delle materie prime, dei carburanti e dell’energia ha penalizzato fortemente le famiglie. Per cui è necessario adeguare gli stipendi e aumentare le tutele per chi non ce l’ha, in particolare per chi lavora nel settore privato. Così come un’attenzione particolare deve essere indirizzata verso i lavoratori autonomi, le patite iva e i commercianti che hanno sofferto più di tutti”.

Il presidente Arcudi, invece, ha puntualizzato come sia necessario per superare questa crisi economia fare squadra, non solo tra le istituzioni, ma anche con e soprattutto le organizzazioni sindacali. A rimarcare l’importanza dell’opportunità data dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) è stato l’onorevole Prisco in video collegamento dalla Camera dei deputati. “È una straordinaria occasione da non perdere. Il Pnrr è un’opportunità da guardare dentro ad un’idea di sviluppo complessivo o qui come altrove rischiamo di perdere il treno o non spendendo le risorse o spendendole male e creando fratture più profonde di quelle già esistenti”.

Carlo Cerati, infine, ha ricordato qual è l’attenzione data dalla Dottrina sociale della Chiesa e di Papa Francesco al mondo del lavoro e di come lo stesso Pontefice sia stato più lungimirante, anche della politica, a proposito della transizione ecologica, con l’enciclica “Laudato sì” del 2015.

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