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Colussi, mannaia sui lavoratori: 125 licenziamenti, faccia a faccia a Confindustria

Presidio dei lavoratori della Colussi nel giorno del faccia a faccia con la proprietà. Sul tavolo 125 licenziamenti

“Buffoni, buffoni”, ad ogni auto che entra nel cancello della sede di Confidustria a Perugia. E’ il coro che si leva dal presidio dei lavoratori della Colussi nel giorno del faccia a faccia con la proprietà. Sul tavolo 125 licenziamenti, “il 25% di tutta la forza lavoro della fabbrica” di Petrignano d’Assisi. Una mannaia affilatissima, scesa con tutta la forza, in successione impressionante con la Perugina di San Sisto.

VIDEO Colussi, licenziamenti di massa: il presidio dei lavoratori


Fuori da Confindustria ci sono tutti: Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Ugl Alimentari Umbria. Sindacati e lavoratori insieme. Tra la folla fa capolino anche Maurizio Landini, della segreteria nazionale della Cgil, volto ormai noto nelle piazze di protesta dell’Umbria (vedi Perugina, ad esempio): "Non saremmo qui se non ci fosse una legge che rende il licenziare una cosa facilissima" . Al fianco dei dipendenti della Colussi, le segreterie nazionali di Fai Flai e Uila oltre al coordinamento delle Rsu del gruppo: "Chiediamo all'azienda di ridiscutere con noi un piano aziendale, il licenziamento del 25% della forza produttiva è inaccettabile". 


In attesa del verdetto, fuori la protesta monta: “Il futuro di 125 famiglie è in mezzo alla strada – scrivono e urlano le Rsu e i lavoratori in via Palermo – non possono licenziarci da un giorno all’altro”. Il vertice porterà a qualcosa? Si troverà una soluzione? Un congelamento? Un’ipotesi di rilancio?  

VIDEO Colussi, il presidio dei lavoratori davanti a Confindustria: "Cancellate i licenziamenti"

Landini: "Colussi faccia un passo indietro" - "La mobilitazione di oggi è un messaggio molto preciso all'azienda che non può da un lato annunciare investimenti e dall'altro dei licenziamenti. Colussi si deve fermare e fare un passo indietro, sospendere la procedura ed aprire una discussione vera".
E ancora: “Un gruppo che vuole investire, come sta annunciando, tanti milioni di euro - ha sottolineato Landini - deve investire anche sui lavoratori. Se si vuole investire anche con loro bisogna ridiscutere di come riorganizzare il Gruppo e di come ridare una prospettiva vera". Per Landini "sarebbe un atto di responsabilità e saggezza che oggi il Gruppo di fronte alla mobilitazione dei lavoratori si fermasse e aprisse un percorso per una trattativa vera sulla politica industriale, sull'investimento e sul lavoro". 

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