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Economia Assisi

Colussi, approvato l'accordo: il sì dei lavoratori ai 64 esuberi (invece di 125)

Con una maggioranza schiacciante - 292 sì, 96 no e 3 schede news e 6 bianche -  i dipendenti della fabbrica hanno approvato il licenziamento di 64 lavoratori, invece dei 125 esuberi

I lavoratori della Colussi di Petrignano d’Assisi dicono sì all’accordo partorito all’alba di giovedì tra azienda e sindacati. Le votazioni si sono concluse nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 17 novembre.Con una maggioranza schiacciante - 292 sì, 96 no e 3 schede news e 6 bianche -  i dipendenti della fabbrica hanno approvato il licenziamento di 64 lavoratori, invece dei 125 esuberi.

Stando a quanto trapela dall’accordo verrebbero salvati 59 dipendenti, 56 dei quali alla produzione. Circa dieci, invece, i prepensionati, ai quali andrebbero 7mila euro lordi e l’indennità mensile di disoccupazione della Naspi. Per chi deciderà di lasciare volontariamente l’azienda, sempre secondo l’accordo, dovrebbero arrivare 20mila euro lordi.

I sindacati, dal canto loro, ringraziano i lavoratori con una nota unitaria: "Fai, Flai e Uila ringraziano tutti i lavoratori della Colussi per la scelta responsabile che hanno fatto, e che insieme alle Organizzazioni Sindacali, obbliga l’azienda ad un rigoroso rispetto di quanto è stato sottoscritto. Investimenti, Formazione e una organizzazione del lavoro che riconosca il ruolo del lavoratore e il suo lavoro, sono lo spirito che ha guidato la trattativa". 

“Con l’accordo raggiunto  -spiega la Colussi in una nota ufficiale - si apre di fatto una nuova fase nelle relazioni sindacali e si rende concretamente realizzabile un rilancio dello stabilimento umbro. L’accordo, che ha permesso di limitare molto le uscite, fa seguito alla ribadita disponibilità del Gruppo Colussi di procedere con il piano industriale che prevede oltre 15 milioni di euro di investimenti sul solo sito produttivo e oltre 80 milioni complessivi nel triennio 2017-2019”.

L’accordo, oltre a limitare gli esuberi a 64, secondo quanto spiega la Colussi “è bastato sull’adozione di un nuovo modello organizzativo che prevede un maggior ricorso al part time, laddove le esigenze produttive lo rendessero necessario,  l’avvio di un programma di formazione e/o riqualificazione professionale straordinario - della durata di un quadriennio - finalizzato a soddisfare i fabbisogni formativi individuali alla luce delle nuove esigenze tecniche, produttive ed organizzative, uscite con priorità su base volontaria e per quanti matureranno i requisiti pensionistici, con un trattamento economico incentivante e la disponibilità del Gruppo Colussi ad attivare un contratto con una società specializzata nel settore dell’outplacement per favorire il reimpiego”.

La formazione, spiega ancora Colussi, “coinvolgerà tutto il personale di stabilimento, compresa la struttura intermedia e di staff, con un focus particolare in materia di qualità ed igiene della produzione, della salute e sicurezza dei lavoratori ma anche per lo sviluppo delle competenze per una maggiore polivalenza e polifunzionalità dei lavoratori”.

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