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Domenica, 3 Luglio 2022
Economia Città di Castello

Il "Pallone gonfiato", la truffa sportiva: finte fatture, sponsor fasulli e 140 indagati

Nei guai oltre che i vertici di una società di calcio dell'Alto Tevere anche 140 tra imprenditori, società e liberi professionisti che hanno partecipato ad una truffa da diversi milioni di euro

Una società di calcio utilizzata per non pagare le tasse da parte di molte aziende attraverso false fatture per super-gonfiate pubblicità. Nei guai una società di calcio dell'Alto Tevere il cui amministratore, secondo la Guardia di Finanza, era dedito alla produzione sistematica di fatture per operazioni inesistenti relative a sponsorizzazioni “gonfiate”.

La frode faceva leva sulla normale raccolta di risorse economiche delle squadre di calcio gestite dall’associazione e su allettanti tornaconto fiscali; infatti l’amministratore proponeva ai propri clienti sponsorizzazioni sovrafatturate. Complessivamente l’ammontare delle fatture false emesse dall’associazione sportiva è stato quantificato in 2.471mila euro  per un’Iva dovuta pari ad  494mila euro. L’escamotage utilizzato consisteva nella “sovrafatturazione” delle prestazioni pubblicitarie per striscioni pubblicitari a bordo campo, messaggi sonori durante le partite e scritte su abbigliamento sportivo.

Per rendere poi formalmente e contabilmente regolare l’operazione, tutti i pagamenti avvenivano con mezzi tracciati ( assegni bancari, bonifici ). Solo successivamente all’avvenuto pagamento, l’amministratore dell’associazione restituiva brevi manu ai titolari delle imprese committenti parte del denaro in contanti, trattenendo solo un modesto importo, variabile in base agli accordi che caso per caso venivano concordati. 

Tra gli imprenditori coinvolti e protagonisti della truffa ci sono società, ditte e professionisti ai quali oltre alla denuncia penale per utilizzo di fatture false, si procederà al recupero dei relativi costi indebitamente dedotti e dell’Iva che altrettanto indebitamente hanno “scaricato”. Complessivamente sono 135 i soggetti, rappresentanti di 141 aziende coinvolte, denunciati alla Procura della Repubblica di Perugia per aver utilizzato le fatture false.

Per tutelare la pretesa erariale è stata avanzata la proposta di sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente nei confronti dei beni riconducibili agli indagati. La Finanza starebbe già vagliando altre società di calcio umbro dato che la frode delle false fatture per sponsor potrebbe essere una prassi molto utilizzato nel mondo sportivo dilettantistico.

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