L'Umbria che non molla, dal rischio delocalizzazione alla nuova vita della cooperativa: nasce Ceramica Noi

Undici operai hanno ricoprato l'azienda, garantendosi un nuovo futuro lavorativo e imprenditoriale a Città di Castello

L'Umbria che non si arrende, che continua a investire ed a impegnarsi per creare lavoro e sviluppo. Il nuovo logo sulla pelle che gli 11 lavoratori si sono tatuati a luglio per far capire a tutti quanto credevano nelle loro competenze e professionalità e per convincere, e convincersi, che si poteva ricominciare, cambiando il destino che parlava di Armenia. Perché per gli operai della Ceramisia di Città di Castello questo destino era stato annunciato in estate. Messi si fronte alla possibilità di perdere il lavoro hanno deciso di investire nel proprio futuro e nel futuro del territorio. Si sono uniti in cooperativa ed hanno fondato Ceramica Noi, investendo nella cooperativa 180mila euro, acquistando i macchinari utilizzati dalla vecchia proprietà e affittando il capannone. “Tutti per uno un sogno per tutti “ recita lo slogan impresso sulla pelle che adesso a distanza di 4 mesi acquista un significato maggiore, segno di chi ce l'ha fatta.

E così hanno riconquistato i vecchi clienti, per il 90 per cento negli Stati Uniti, riuscendo a non fermare la produzione e ripartendo di slancio.

Dopo mesi di lavoro intenso ha ,quindi, aperto le porte della fabbrica (17 novembre) alla città per festeggiare il successo della fase di start-up e per ringraziare le tante persone ed imprese che hanno sostenuto il loro avvio . All’inaugurazione, a testimoniare l’importanza per la comunità della riapertura di una storica fabbrica del territorio, ha partecipato anche il Comune di Città di Castello con l'Assessore alle Politiche Sociali Luciana Bassini che ha lodato il coraggio e la professionalità dei soci di Ceramica Noi “Sono tre anni che mi occupo di persone che hanno perso il lavoro e credo che esperienze come queste ci possano dare la speranza di un diverso recupero delle attività del nostro territorio”.

In rappresentanza di Legacoop Andrea Bernardoni, responsabile dell’ufficio economico che ha seguito nella fase di start-up la cooperativa.

“Non è stato facile – afferma Marco Brozzi, presidente di Ceramica Noi – ma è stato molto bello. Ci siamo impegnati tutti per far ripartire la fabbrica nel minor tempo possibile, senza interrompere la produzione. Abbiamo lavorato anche 14 ore al giorno ma ci siamo riusciti. Oggi abbiamo organizzato questa festa per ringraziare tutte le persone che ci hanno dato fiducia a partire dai clienti e dai fornitori che ci hanno permesso di ripartire subito a pieno ritmo”.

“Sono più di 500 – afferma Andrea Bernardoni di Legacoop Umbria - le imprese recuperate in Italia dai lavoratori uniti in forma cooperativa dall’inizio della crisi. Sono numeri importanti che però possono crescere nei prossimi anni. Come Legacoop siamo specializzati nel supportare i lavoratori che come successo con Ceramica Noi decidono di recuperare l’impresa in cui hanno lavorato per anni. Mettiamo a disposizione dei lavoratori consulenze specializzate, formazione e strumenti finanziari dedicati”.

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