Cisl Umbria: "No ad adeguamenti economici direttori regionali"

Cisl Umbria, con Fp Cisl ed alla Rsa dell'Umbria, ritengono che la delibera assunta dalla Giunta Regionale, per l'adeguamento economico a favore della dirigenza ed in particolare dei Direttori Generali e Coordinatori debba essere congelata

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PerugiaToday

La CISL dell’Umbria, unitamente alla FP CISL ed alla RSA della Regione Umbria, ritengono che la delibera assunta dalla Giunta Regionale, in materia di adeguamento economico a favore della dirigenza ed in particolare dei Direttori Generali e Coordinatori debba essere congelata nella sua operatività in quanto non concordata e condivisa nell’ambito di un confronto più complessivo con il Sindacato.

Le Strutture Sindacali della CISL ritengono che questa materia debba essere oggetto di un confronto complessivo così come si era avviato con il precedente Assessore, che riguardi la riorganizzazione della macchina pubblica regionale a partire dal riassetto dei servizi, dal superamento del Piano Triennale occupazionale della Regione ed in esso trovare soluzioni da prospettare per il personale precario.

Questo confronto dovrà riguardare anche le questioni che attengono il personale impiegatizio della Regione.

Per la CISL non è opportuno né giusto affrontare queste questioni in un modo separato e scollegato anche per il negativo impatto che queste decisioni hanno nella pubblica opinione che rischiano di aumentare il divario fra chi fa fatica a far quadrare i propri bilanci familiari, lavoratori dipendenti e la dirigenza della pubblica amministrazione che in una fase di difficoltà economica e finanziaria del Paese e di tagli ai bilanci di Regione, Province e Comuni dovrebbe dare dei segnali ed esempi positivi e coerenti di contenimento dei costi e delle proprie dinamiche retributive come ad esempio si sta facendo in altri Enti Pubblici Locali.

Quelle in particolare legate al conseguimento di obiettivi e risultati (10%) dovrebbero almeno essere condivise fra tutto il personale interessato compreso quello di comparto. In un momento come questo, in cui le priorità di risanamento delle risorse pubbliche devono coincidere con l’esigenza di reperire risorse per il miglioramento dei servizi al cittadino ed alle imprese, è richiesto un approccio innovativo rispetto al passato.

Ad iniziare dalle Amministrazioni Locali come Regione Umbria, chiamate a partecipare alle misure di rigore e sottoposte ad un pesante taglio di budget proprio nel momento in cui aumenta la domanda legata ai bisogni di famiglie e comunità.
 

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