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CARO ENERGIA/1 L'agricoltura e allevamento vacilla: il 47 per cento delle aziende a rischio. Ecco cosa sta accadendo

Coldiretti lancia un appello alla politica nazionale e regionale proponendo 5 soluzione di applicare immediatamente per evitare una strage di aziende agricole

E' tutto collegato: aumenta l'energia in maniera esponenziale, aumentano i costi di produzione e per non fallire o lavorare sotto-costo gli agricoltori e gli allevatori aumentano i prodotti primarie dell'alimentazione delle famiglie, quelle da mettere in carrello per sopravvivere. Coldiretti ammette che c'è un forte rischio di tenuta di una parte importante del settore agricolo costretto a fronteggiare aumenti su prodotti fondamentali: +170% del costo per i concimi, +90% per quello dei mangimi e +129% per il gasolio agricolo, solo per citarne alcuni. Siamo in forte ritardo per salvare tutti e non c'è a breve un piano nazionale-europeo per arginare i costi dell'energia. E queste sono le conseguenze: nelle campagne umbra più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività, ma ben oltre 1/3 del totale nazionale (34%) si trova comunque costretta, in questo momento, a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari. Stiamo parlando del 47% per cento a rischio: una catastrofe anche sul piano occupazionale in caso di chiusura o produzione bloccata. 

"La politica - spiega Coldiretti - può e deve incidere in modo importante, in questo particolare momento storico caratterizzato da più emergenze, da quella pandemica, all’aumento insostenibile dei costi di produzione, con in testa quelli energetici, fino alle conseguenze del clima; problematiche che - secondo Coldiretti - tutte insieme mettono a serio rischio la tenuta economica delle imprese agricole e la stessa stabilità sociale nel Paese, come anche nella nostra Regione. L’agroalimentare oggi sta pagando un prezzo altissimo per varie e concomitanti vicissitudini e se non si interviene con urgenza si paventa la chiusura di tantissime aziende".

Per affrontare al meglio e nella maniera più efficace possibile la crisi in atto, Coldiretti ha elaborato cinque priorità, per i primi 100 giorni di Governo. Urgenze che saranno consegnate anche ai deputati umbri che saranno eletti il 25 settembre per fare pressione a livello parlamentare. 

Cinque priorità che si concretizzano in cinque proposte: la difesa dell’agricoltura italiana con l’istituzione del Ministero dell’Agroalimentare, con attenzione alla Legge di Bilancio e Fondi Europei; in Europa un NO deciso al nutriscore, al cibo sintetico, al trattato Mercosur e un SI altrettanto fermo all’origine in etichetta, alla sostenibilità ed alla ricerca; il PNRR deve poter rappresentare la chiave per la sovranità alimentare, energetica e logistica del nostro Paese; stop ai cinghiali, difendendo cittadini e agricoltori ed infine la creazione di un Piano invasi che garantisca acqua ed energia sostenibile per l’Italia. Il tempo stringe, la situazione è grave, l'Umbria non può fare a meno di un settore cruciale come l'agricoltura.

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