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Per lavorare (qualche mese) bisogna aggrapparsi alla Caritas: 20 "contratti" a 550 euro netti

Il mondo cattolico umbro si sta dando molto da fare per trovare risorse e opportunità di impiego nelle aziende. Ecco 20 borse lavoro per giovani e adulti che hanno perso da tempo lavoro e speranza

Venti borse lavoro: 14 per i giovani e sei per gli adulti di Perugia. E una piccola speranza per chi non ha lavoro. Nato da una sinergia tra Caritas e Uffici per le Pastorali giovanile e problemi sociali e il lavoro dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, il progetto “Sosteniamo il lavoro” cerca di aiutare giovani e adulti nella ricerca di un lavoro.

“Questo progetto di alto valore sociale  - spiega l’Archidiocesi - si ripeterà per due anni e consiste nell’assegnazione di 20 borse lavoro da circa 550 euro netti mensili, per un periodo di tirocinio di 6 mesi monitorato da Caritas, Gi Group Spa e aziende coinvolte, con l’auspicio che le 20 borse lavoro possano trasformarsi in un lavoro duraturo. La selezione per la loro assegnazione (14 riservate a giovani e 6 ad adulti) è avvenuta il 27 ottobre e ha riguardato 50 candidati (34 giovani e 16 adulti) individuati tra coloro che si sono rivolti alla rete Caritas. Questa selezione è stata necessaria per individuare le persone più motivate e con precise caratteristiche richieste dalle aziende coinvolte”.

Con questa iniziativa, Caritas e Pastorali giovanile e problemi sociali e il lavoro, spiega ancora l’Archidiocesi hanno raccolto l’esortazione che papa Francesco ha rivolto ai gruppi del Progetto Policoro nel dicembre 2015. Il Santo Padre ha spronato non solo a trovare soluzioni, ma anche alla “responsabilità di evangelizzare attraverso il valore santificante del lavoro, non del lavoro che sfrutta, che schiaccia, che umilia, che mortifica, ma del lavoro che rende l’uomo veramente libero, secondo la sua nobile dignità”.

E ancora: “La perdita di lavoro o il non lavoro – spiegano i promotori del progetto – porta non soltanto ad una perdita di dignità, ma a tutta una serie di riflessi con conseguenze disastrose per la nostra società. Dall’impossibilità di formarsi una famiglia, di mettere al mondo dei figli, alla dipendenza a lungo dai genitori. Purtroppo e sempre più spesso l’inattività lavorativa crea in non pochi giovani forme devastanti di dipendenza: droga, alcolismo, gioco d’azzardo, pornografia… e talvolta possono trasformarsi in una vera malattia che può minare la propria salute mentale. La piaga del lavoro nero e della precarietà lavorativa tra l’altro fa sperimentare una insicurezza deleteria soprattutto nelle nuove generazioni. Ecco perché il progetto “Sosteniamo il lavoro””.

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