Tagli ai bus, l'assessore smentisce ma la Cna conferma: "La Regione ci ha inviato una lettera: situazione pesante"

Niente licenziamenti? Lo ha detto l'assesore ma per le aziende dei privati affidatari dei servizi, dopo la "riorganizzazione" sarà difficile non licenziare. Nella lettera confermati tagli pesanti e presunti 300 esuberi

I sindacati sono sul piede di guerra, le associazioni dei pendolari pure, ora persino l'associazione di categoria Cna Trasporti e il consorzio Cam, uno dei principali in Umbria formato da imprese affidatarie dei servizi di trasporto pubblico locale, non credono alla smentita dell'assessore regionale Chianella a riguardo dei pesanti tagli e addirittura licenziamenti. L'esponente della Regione parla di notizie false e al massimo ammette che si tratta di una razzionalizzazione. Ma c'è una pioggia di contro-smentite.

Enrico Ceccarelli, presidente di CNA Fita Umbria Trasporto persone, nonché presidente del Cam, ha espresso non solo preoccupazione per i suoi associati ma ha in parte smentito l'assessore. “Dopo le notizie apparse sui media in questi giorni – prosegue Ceccarelli -,l’assessore regionale Chianella ha parlato di notizie infondate. Ci auguriamo sia davvero così, perché ne va del diritto alla mobilità di migliaia di persone e del lavoro e della sicurezza economica di centinaia di famiglie. Ma ci permettiamo di dubitare, visto che la lettera che annunciava tagli a partire dal 1° luglio ci è arrivata dalla Regione il 12 giugno scorso, lasciandoci solo una manciata di giorni per riorganizzarci. Dove per riorganizzazione si intende licenziamento del personale”. Confermati i tagli e confermati seppur indirettamente e nel settore privato delle imprese affidarie.  

La dimensione del problema l’aveva già data la Regione, secondo la Cna, con una delibera del maggio scorso: "oltre 21 milioni di disavanzo e quindi di credito complessivo delle aziende per la gestione fino al 31 dicembre 2018; importi attesi per il 2019 attualmente privi di coperture per oltre 13 milioni; possibile taglio della quota regionale del Fondo Nazionale Trasporti con una perdita stimata di altri 6 milioni di Euro. Le soluzioni prospettate, peraltro, non sono di immediata né, tanto meno, certa praticabilità: recupero dell’Iva non versata dai Comuni, somma che ammonterebbe a circa 21 milioni, e costituzione della nuova Agenzia regionale per la mobilità, che consentirebbe alla Regione per il futuro di non corrispondere l’Iva sui trasferimenti del Fondo Nazionale Trasporti, recuperando circa 8/9 milioni di Euro all’anno". Ma su questo possibile recupero pende il parere dell’Agenzia delle Entrate, che ancora non si è espressa.

"Se il presente è drammatico - ha spiegato Enrico Ceccarelli - il futuro, nonostante le smentite di Chianella, non sembra lasciare scampo. Sempre secondo le parole usate dalla Regione, infatti, non è ipotizzabile arrivare a una nuova gara di affidamento, attesa da anni, potendo contare solo su 40 milioni di Euro, pena la riduzione di circa 1/3 del servizio ad oggi assicurato. Ne consegue un “notevole impatto occupazionale con la perdita di circa 300/350 addetti” e la lesione dei “principi costituzionali riconosciuti sul diritto alla mobilità che deve essere assicurato attraverso i servizi pubblici di trasporto”.

La Cna confida che la Regione Umbria comprenda la gravità della situazione e che ci si possa sedere al più presto "attorno a un tavolo per prospettare soluzioni praticabili in grado di allentare da subito la tensione per le imprese e garantire un servizio pubblico essenziale, ma anche di fare il punto sulle prospettive future”. Il trasporto pubblico è in bilico, altro che smentite.

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