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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Economia

Umbria, mancano bancomat e sportelli? I contanti si ritirano in farmacia

Intesa tra Innovacash, Anci Umbria e Federsanità Anci Umbria per favorire e sviluppare la diffusione e la conoscenza di 'Farmacash', dispositivo che consente anche di pagare bollettini e ticket e usufruire di servizi assicurativi

Ritirare contante, usufruire di strumenti di pagamento per bollettini e ticket, sottoscrivere servizi digitali in ambito assicurativo e bancario tutto questo si potrà fare in farmacia grazie accordo siglato tra farmacie e Comuni dell'Umbria, terra a vocazione prettamente rurale dove (specialmente nelle piccole realtà) il problema della chiusura di filiali bancarie e di sportelli automatici di prelievo è sempre più sentito. Un problema che i sindaci hanno portato all'attenzoine di parlamentari umbri, Regione, Anci nazionale e altri soggetti (istituzionali e non). 

Nel frattempo è arrivata l'intesa firmata oggi alla Sala Pagliacci della Provincia di Perugia tra Innovacash (start-up controllata dall’azienda umbra Farma Service Centro Italia che vuole colmare gap e deficit dei servizi al cittadino portando l’innovazione digitale in farmacia), Anci Umbria e Federsanità Anci Umbria per favorire e sviluppare la diffusione e la conoscenza del dispositivo 'Farmacash'. Uno strumento che grazie alla funzione di capillarità delle farmacie sul territorio, rappresenta di conseguenza una chiave di volta per poter ampliare la rete di servizi da offrire all’utenza e combattere anche l’ormai cronica assenza di sportelli Atm. “L’idea di poter avviare una interlocuzione con Anci e Federsanità su questa tematica è un ottimo punto di partenza per sviluppare il progetto Farmacash" commenta Silvia Pagliacci, amministratore unico di Innovacash e presidente di Federfarma Perugia. 

Umbria e spopolamento, le banche chiudono nei piccoli centri: sempre meno sportelli

“Negli anni, abbiamo visto le farmacie trasformarsi, adattarsi ai tempi e da semplici dispensatrici di farmaci, sono diventate luogo dei servizi, sono un punto di riferimento fondamentale per il benessere e la salute del cittadino. Le farmacie - sostiene Michele Toniaccini, sindaco di Deruta e presidente di Anci Umbria - sono state un prezioso alleato durante questa lunga fase pandemica, al fianco delle istituzioni e, ancora una volta, dei cittadini. Oggi, si aggiunge un ulteriore tassello alla loro mission: Farmacash non è solo un nuovo servizio, ma è una prima e importante risposta alla desertificazione di sportelli bancari e uffici postali, soprattutto nelle aree interne, nei piccoli Comuni. È la volontà di colmare un gap, un pesante vuoto, che si è venuto a creare in alcune realtà, dove sono stati cancellati Istituti bancari e uffici postali. Anci Umbria su queste chiusure ha fatto e continuerà a fare una battaglia che è prima di tutto di civiltà, di tutela della salute dei cittadini e di rispetto per i cittadini che hanno consentito a quelle banche e agli uffici postali di svilupparsi e crescere. La loro presenza è garanzia anche per il contrasto allo spopolamento”.

“I cittadini meritano una rete di servizi adeguata alle loro esigenze. Ben vengano sinergie come queste, visto che Farmacash va nella direzione della pubblica utilità” rimarca  Augusto Luciani, presidente di Federfarma Umbria e Farma Service Centro Italia. “Grazie a un dialogo sempre più costruttivo che si è instaurato anche con il sistema delle farmacie, rafforziamo l’azione di tutela dei nostri cittadini e delle piccole realtà che sono l’essenza della nostra regione - aggiunge Manuel Petruccioli, presidente di Federsanità Anci Umbria -. Le farmacie sono ormai diventate un centro di erogazione di servizi ad ampio raggio e sono un interlocutore attento alle esigenze del cittadino. Questa collaborazione fra più e diversi livelli istituzionali è tutta a beneficio delle persone che devono essere sempre al centro dell’azione politica”.

Secondo Franco Baldelli, direttore generale di Farma Service Centro Italia, Farmacash fornisce infine "delle risposte di carattere sociale necessarie ad evitare lo spopolamento, anche economico, di porzioni sempre più grandi del nostro territorio”.

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