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Domenica, 29 Gennaio 2023
Economia Bastia Umbra

L'azienda umbra che batte la crisi: "Guardare fuori regione e un domani anche fuori dall’Italia"

Alla soglia dei novant’anni, l’azienda di Bastia Umbra, partita da un business basato su petrolio e costruzioni, è in forte evoluzione

Una serata di festa per Forini Spa, ma anche di riflessione per guardare al futuro e prepararsi al cambiamento. Lunedì 19 dicembre, ‘Alla Posta dei Donini’, a San Martino in Campo di Perugia, si è tenuta una tavola rotonda dal titolo ‘Per un’impresa realmente sostenibile: la forza del capitale economico-finanziario e di quello umano-spirituale’, seguita dalla cena aziendale di Natale per il tradizionale scambio di auguri. Presenti i vertici, con la terza generazione composta dai cugini Alberto e Antonio, e la seconda generazione rappresentata dall’ottantaseienne Renzo Forini, i primi due amministratori delegati e il terzo presidente della Forini spa, azienda operante nei settori dei carburanti, dell’energia elettrica, del gas e della fibra, oltre che nelle costruzioni, con sede a Bastia Umbra. Un’impresa con una solida storia, fondata nel 1933 da Antonio Forini, che ha avviato il proprio business concentrandosi inizialmente su edilizia e petrolio.

Arrivata alla soglia dei novant’anni, la Forini Spa vuole imprimere un nuovo slancio al gruppo per realizzare un business profittevole e sostenibile, che includa le persone, dal management ai dipendenti e ai collaboratori, e il territorio, andando a creare un ecosistema di valori e comportamenti virtuosi. Alla tavola rotonda, moderata da Valerio Zafferani, imprenditore e curatore della comunicazione di Forini Spa, hanno partecipato Marco Piermarini, direttore del cambiamento Forini Spa, Luca Vannucci, dottore commercialista dello studio associato Keytos, Marco Asselle, frate minore, formatore su temi di lavoro ed economia, e Marco Campagnacci, area manager Azimut Capital Management.

“Nel nostro progetto futuro – ha spiegato Alberto Forini – c’è la volontà di spingere in modo importante sull’efficientamento energetico, la produzione di fonti rinnovabili e su un cambiamento culturale verso la sostenibilità. Sicuramente il capitale umano è quello che veramente fa la differenza all’interno di un’azienda dove la famiglia è molto vicina ai propri collaboratori, una famiglia che ha sempre portato avanti l’impresa con coerenza, lealtà, e trasparenza. Ai nostri collaboratori vogliamo dare un imprinting orientato verso questi valori. Abbiamo, inoltre, la necessità di evolverci in termini di governance. I nostri consulenti e gli stakeholder ci aiuteranno in questo”.

“Forini – ha detto Campagnacci – sta interpretando benissimo quelli che sono i cambiamenti più recenti, quindi la necessità di andare verso un mondo più green, sostenibile e a maggior impatto sociale, un mondo sempre più attento alle persone e al loro valore. In questi momenti, che sono anche dei momenti di rottura rispetto al passato, c’è bisogno di partner come Azimut che, con un affiancamento che riguarda il mondo della finanza straordinaria, può offrire delle consulenze al gruppo per guardare fuori regione e un domani anche fuori dall’Italia, con progetti di crescita e sostenibilità che vanno al di là di quelli che sono i partner tradizionali come le banche. Processi che possono portare anche alla quotazione in borsa, all’emissione di un bond o ad acquisizioni”.

“Parlare di cambiamento – ha aggiunto Piermarini – vuol dire guardare avanti ma anche prendere atto che questo cambiamento è già in corso. Abbiamo iniziato a modificare il ‘come pensiamo’, ‘come organizziamo’ e ‘come gestiamo’ l’azienda. Questo per Forini vuol dire parlare ai dipendenti, ai collaboratori, agli ‘shareholder’ in modo tale che ci sia un coinvolgimento totale e da lì proseguire affinché possiamo insieme essere parte del cambiamento, trasformando l’azienda in una trasparente comunità che dialoga con il territorio”.

“Il capitale spirituale – ha concluso Asselle – è quella capacità che ha una persona o un’azienda di trovare il senso profondo di quello che fa. Ha un po’ a che fare con il know-why, il perché fare le cose, rispetto a quello a cui siamo abituati e cioè il know-how, cioè il come facciamo le cose, che è un aspetto legato più all’economia e alla tecnica. Allora, per un’azienda, diventa fondamentale capire perché esiste, qual è la sua mission, non può esistere solo per fare profitto. Quindi il capitale spirituale parte da qui, dal perché fare le cose e come dice il filosofo Nietzsche, “se tu hai un ‘perché’ sufficientemente forte riesci a trovare anche il ‘come’ fare le cose. Per aiutare l’azienda a capire qual è la sua missione occorre fare un percorso che coinvolge il leader e tutti i membri dell’organizzazione, un percorso che parte dall’individuare perché esiste l’azienda, quali sono i valori che la guidano e poi arrivi a far sì che ogni collaboratore condivida questi valori. Se un collaboratore non li condivide, dunque non è allineato alla mission, l’azienda ne risulterà fortemente depotenziata”.

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