Economia

Affitti, confermata la cedolare secca al 10% nei comuni sotto i 10mila abitanti

Il Milleproroghe ha escluso i comuni oggetto di eventi calamitosi sopra i 10mila abitanti - Iucci (Asppi Perugia): “Norma insensata. È nei comuni più popolosi che c’è maggiore richiesta”

Con la conversione in legge del decreto Milleproroghe, quest’anno il canone concordato con l’opzione della cedolare secca al 10 per cento rimane applicabile in tutti i comuni della provincia di Perugia che hanno una popolazione inferiore ai 10mila abitanti. La stessa opzione è stata confermata con la legge di Stabilità nei comuni ad alta tensione abitativa che, nella provincia, sono Perugia, Corciano, Città di Castello, Foligno, Gubbio, Spoleto, Todi e Umbertide. Sebbene ne potessero godere fino all’anno scorso grazie alla legge 80 del 2014, ne rimangono quindi esclusi i comuni di Assisi, Bastia Umbra, Castiglione del Lago, Gualdo Tadino, Magione e San Giustino che hanno una popolazione superiore ai 10mila abitanti.
 
“Norma insensata”. A questo proposito è intervenuto ora il segretario dell’Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari (Asppi) di Perugia, Giacomo Iucci, che ha voluto analizzare queste disposizioni. “Molti, e in primo luogo la nostra associazione – ha ricordato Iucci –, avevano sollecitato la possibilità di mantenere la cedolare secca al 10 per cento per tutti i comuni interessati da eventi calamitosi. Attendiamo precisazioni normative o, quanto meno, un pronunciamento ufficiale dell’Agenzia delle entrate, ma dalla nostra interpretazione della norma sembrerebbe che dal 2021 l’aliquota del 10 per cento ritorni applicabile in via definitiva in tutti i comuni interessati da eventi calamitosi, indipendentemente dalla loro popolazione”. “In sostanza – ha spiegato il segretario dell’Asppi Perugia –, nei comuni sopra i 10mila abitanti si pagherà solo per quest’anno una specie di maggiorazione una tantum dell’aliquota: era al 10 per cento lo scorso anno, andrà al 21 per cento quest’anno e tornerà al 10 per cento il prossimo anno. Tanto più insensata è la norma se si pensa che la maggiore tensione abitativa e il maggior numero di contratti si stipula proprio nei comuni più popolosi”. Per Giacomo Iucci ha pesato “la difficoltà a reperire per questo anno le risorse che secondo il governo la legge richiede, tant’è che, nella norma di copertura, sono previsti 2 milioni di euro per questo anno, 3,4 milioni di euro per il 2021 e 3,5 milioni di euro dal 2022 in poi”.
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