Aeroporto dell'Umbria, il futuro fa un po' meno paura (per fortuna): bilancio, rotte e quel pasticciaccio di Fly Volare

Audizione in Seconda Commissione dei vertici della Sase, la società che gestisce l’aeroporto internazionale dell'Umbria 'San Francesco d'Assisi'

La tanto invocata audizione dei vertici dell'Aeroporto dell'Umbria ha partorito due notizie: una buona, l'altra piena di speranze ma con poche certezze. Partiamo ovviamente da quella buona: il presidente di Sase, Ernesto Cesaretti, ha snocciolato dei dati incoraggianti: un incremento del 16-20 per cento di passeggeri rispetto al 2016, al momento si è a quota 250 mila presenze. "Possiamo definire un bilancio positivo con un numero di biglietti staccati che sostanzialmente permette il mantenimento e la sussistenza della struttura”. In attesa dei bilanci ufficiali, bisogna prendere per buoni questi dati che consentono una programmazione futura per l'aeroporto dell'Umbria.

L'altra notizia emersa dall'audizione in Consiglio Regionale riguarda la spinosa vicenda di Fly Volare con il quale è stato sottoscritto un accordo per alcune rotte che avrebbero dovuto portare in dote altri 100mila passeggeri. Il progetto di Fly Volare ha chiesto una somma a garanzia, a fronte di investimenti per l'acquisto di alcuni aerei, di 500mila euro come caparra confirmatoria che gli sarebbe stata riconosciuta se avessero rispettato quanto previsto. Dopo alcuni mesi, arrivati giugno, Fly Volare ha presentato un contratto di acquisto degli aerei e a questo punto Sase ha deciso di dare seguito all'accordo. Ma dopo tre mesi, alla luce del non rispetto di quanto stabilito, Sase  ha fatto recapitare la lettera di disdetta ed ora i 500mila euro dovrebbero essere restituiti.

"La Fly Volare - hanno spiegato ci ha assicurato la restituzione dei 500mila euro, ma hanno anche prospettato un'altra ipotesi, quella di acquistare un licenza in Italia e rapportarsi con Enac per le necessarie autorizzazioni. Abbiamo speranza che nel prossimo consiglio di amministrazione possiamo decidere se stoppare l'accordo oppure continuare a gestirlo perché siamo convinti che sono a buon punto per disporre delle licenze necessarie e mantenere dunque l'accordo. Con un aereo di base si aprirebbero importanti percorsi per nuovi investimenti. Abbiamo avuto contatti con una società spagnola per aprire un tratta con Barcellona. C'è inoltre l'impegno da parte di Ryanair di aprire la tratta con Francoforte. Per altre soluzioni abbiamo preso contatti anche con Lufthansa”. 

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Insomma il problema di Fly Volare potrebbe essere risolto in maniera positiva, seppur con forti ritardi. In caso contrario invece la Sase, se non bleffa, si sente sicura dato che avrebbe in tasca delle alternative con alcune importanti compagnie aeree. Insomma l'aerporto dell'Umbria non è ne moribondo, nè finito. Diciamo che però non ha ancora messo le ali definitive per volare lontano...

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