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Aeroporto San Francesco, i sindacati strappano un accordo alla società. Ma è tutto ancora in bilico

Dopo la riunione di oggi, è stata ritirata la procedura di raffreddamento nei confronti di S.A.S.E., ma il clima resta bollente. Cecchetti di Uil: “Via alle casse intergazioni e maggiori investimenti. La Camera di Commercio torni a versare le sue quote”

Resta alta la tensione fra i lavoratori dell’aeroporto di Perugia e la S.A.S.E, società partecipata dalla regione Umbria con Sviluppumbria, fondazione Cassa di Risparmio dell'Umbria e Camera di Commercio. Oggi nuovo atto, nel quale i sindacati hanno ricevuto rassicurazioni dal presidente uscente Cesaretti sulla ripartenza operativa già dalle prossime settimane dei comparti dell’hub perugino e il progressivo riassorbimento delle casse integrazioni.

I nodi prolematici irrisolti

Tutto bene, allora. Sì, ma c’è un “ma”, grande come una casa. Infatti, il presidente e tutto il cda sono in scadenza e già il prossimo 8 luglio è stato convocato il consiglio dei soci in vista del assemblea generale del 16 luglio che porterà alla nomina del nuovo apparato manageriale. E poi c’è il nodo politico che si intreccia a quello finanziario. Se la regione riterrà opportuno investire sull’aeroporto, anche la Camea di Commercio (che dal 2019 non versa le sue quote) probabilmente ricomincerà a credere nel progetto e rimpolpare le casse societarie. Una dinamica assolutamente necessaria per progettare nuovi investimenti, quindi il futuro della struttura.

Uil: "Ci attendiamo un segnale forte dalla regione"

“Usciamo da questa riunione con il presidente Cesaretti mediamente soddisfatti”. Queste le impressioni a caldo di Stefano Cecchetti della Uil presente al tavolo di contrattazione con S.A.S.E., che prosegue: “Se da un lato abbiamo apprezzato lo sforzo di S.A.S.E a proseguire verso la strada del progressivo reintegro operativo dei lavoratori, non abbiamo nessun tipo di certezza per il futuro. Il paradosso è che l’aeroporto di Perugia potrebbe davvero avere margini si sviluppo importanti. Solo lo scorso anno abbiamo registrato 208mila accessi. 120mila da parte di viaggiatori extra regionali che, evidentemente, hanno avuto modo di soggiornare in loco, con un indotto importante per il commercio”.

Una opportunità potrebbe invogliare la Camera di Commercio a investire, ma invece non ne vuole sapere: “Non capiamo – sottolinea Cecchetti – questa posizione di opposizione della Camera di Commercio. Nonostante i numeri potenzialmente incoraggianti, non sta credendo nel progetto del San Francesco. Questo ci lascia perplessi. Pertanto – conclude – chiediamo alla regione di fare un passo in avanti dando un messaggio chiaro ai soci e rilanciando concretamente l’immagine dell’aeroporto per convincere tutti ad allinearsi verso un progetto comune”.

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