Inaugurati i lavori di restauro della “Sala del Sant’Anello” della cattedrale: esposta la religuia

Il cardinale Gualtiero Bassetti: "Nel simbolo del matrimonio e della famiglia l’intera città e la comunità diocesana trovano il senso profondo della loro unità"

E’ stata un’occasione di festa e di gioia non solo per coloro che si professano credenti e devoti della Beata Vergine, ma per tutta la città di Perugia, perché la “Sala del Sant’Anello” della cattedrale di San Lorenzo, nel giorno in cui la Chiesa celebra la Natività di Maria, ritorna ad essere accessibile a tutti grazie ad un’accurata opera di restauro che ha permesso il recupero di un ambiente della storia della cattedrale perugina che risale al XV secolo, come anche la ricostituzione della Confraternita del Sant’Anello. I lavori sono stati eseguiti da due professionisti del restauro, Elisa Becchetti e Francesco Rocchini, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria. La realizzazione del progetto del recupero di quest’ambiente della cattedrale è stata possibile grazie al contributo finanziario della Fondazione Compignano presieduta da Augusto Coli, un benefattore molto legato alla sua terra, che, come lui stesso ha detto: «ho avuto dalla vita un po’ di più di quello che mi serve». E quel «po’ di più» lo mette a disposizione del prossimo, sostenendo progetti volti allo sviluppo culturale, socio-economico ed occupazionale del territorio.

Il cardinale Bassetti, nel suo intervento, ha elogiato la Confraternita del Sant’Anello per l’impegno profuso a tenere viva un’antica tradizione legata ad una reliquia ritenuta dalla pietà popolare l’anello con cui la Beata Vergine fu sposata a san Giuseppe. «E’ molto importante che queste antiche confraternite, molte delle quali oggi soltanto sulla carta – ha evidenziato il presule –, tornino a vivere perché in fondo ci ripropongono dei pezzi della nostra storia e tradizione che è opportuno approfondire, altrimenti perdiamo la nostra identità e si appiattisce tutto. Una maggiore attenzione-devozione da parte della città e dell’intera comunità diocesana nei confronti del Sant’Anello. Questa mattina sono stato a Prato – ha raccontato – dove in questo momento si tiene l’ostensione della Sacra Cintola della Madonna con 7mila persone, perché la Prato civile e la Prato religiosa trovano in quel simbolo il senso profondo della loro unità. L’anello è ancora più importante, perché è segno della realtà meravigliosa del sacramento del matrimonio, della famiglia. Vorrei che si ritornasse ad approfondire in questo senso quelle che sono le nostre radici, partendo dal significato del Sant’Anello, che rappresenta una tradizione fortissima, non documentata storicamente, ma che si tramanda da più di cinque secoli, non nata dal nulla, che vuol dire che giunge da qualche radice profonda ponendoci tutti in un ascolto e in un’attenzione e, per i credenti, in una grande devozione".

Questa venerata reliquia è custodita nella cattedrale perugina dal 1488, esattamente da 530 anni, e la confraternita che porta il suo nome si è adoperata non poco a riportare al suo antico splendore la “Sala del Sant’Anello”, sede dell’antica Confraternita, nuovamente fruibile dopo più di mezzo secolo di «abbandono», come ha sottolineato nel suo intervento la rappresentante della Soprintendenza dell’Umbria Maria Brucato. «E’ stato un lavoro non facile – ha sottolineato la dott.ssa Brucato –, perché alcune parti pittoriche e decorative erano mancanti. L’importanza della sala è nelle pitture (come la riproduzione ottocentesca del “Matrimonio della Vergine” del Perugino, il cui originale fu trafugato dalla cattedrale di San Lorenzo dalle truppe francesi all’inizio del XIX secolo, n.d.r.), ma è soprattutto in quello che rappresenta questo luogo anche attraverso la ricostituita Confraternita del Sant’Anello composta da molti giovani".

            

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