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La passione per i dialetti: un super-dizionario per il vernacolo del Trasimeno sponda Tuoro

di Sandro Francesco Allegrini

Sold out al Teatro dell’Accademia per un evento culturale di robusto significato identitario: la presentazione del “Vocabolario del dialetto di Tuoro sul Trasimeno”, opera di Giuseppe Zucchini. Sul palco con l’autore il sindaco Patrizia Cerimonia, i linguisti Antonio Batinti della Stranieri e Ermanno Gambini dello Studium perusinum.

Il corposo lavoro (oltre 500 pagine) non è solo un repertorio lessicale e idiomatico, ma – dice il sindaco – “costituisce una riflessione di carattere storico e antropologico, un atto d’amore verso la comunità di appartenenza”. “Perché la parola – osserva Batinti – permette di legare il presente e il passato, il reale e l’immaginario. Le parole sono ponte fra tracce visibili e cose invisibili”.

Oltre ai lemmi e ai modi di dire, l’opera comprende sezioni relative a toponomastica e odonomastica (nomi di luoghi e di strade) del paese e della campagna. Una segmento interessante è costituito dall’antroponimia, ossia da nomi e cognomi di persone. La fonte primaria fa capo al censimento napoleonico del 1810 ai fini della leva, da cui emergono nomi e attività lavorative: la maggior parte degli uomini era di professione contadina e, dato inusuale, si marca una notevole presenza di osti, titolari di mescite di vino.

I cognomi si riferiscono ai mestieri, ai soprannomi, al luogo di provenienza, a caratteristiche o difetti della persona, a intenti canzonatori, a condizioni come quella di trovatello (Alunni). Gambini ricorda il ruolo svolto dal fotografo locale Anselmo Gigli che ha documentato momenti di vita, opere, persone. Un lavoro capillare, il cui portato testimoniale è perfino superiore ai blasonati lavori degli Alinari e dei Tilli-Giugliarelli. Gigli ha documentato tutto: perfino la realizzazione
dottoriana dell’affresco dell’abside nella chiesa parrocchiale.

Ma da cosa viene la passione di Giuseppe Zucchini? “Indubbiamente – nota Patrizia Cerimonia – dalla sua forte capacità di interlocuzione e dal suo osservatorio privilegiato: Zucchini è infatti stato, per decenni, dipendente comunale e in questa veste ha intessuto una vasta rete di conoscenze e relazioni”. Al termine della presentazione, un ricordo particolare è stato riservato al linguista magionese Giovanni Moretti, padre della dialettologia locale e dell’Alli (Atlante linguistico del laghi italiani), che ha superato le cinquanta pubblicazioni. La presenza della vedova Monique Streiff e di tanti ex allievi (gli stessi Batinti e Gambini, oltre al direttore artistico del Mengoni, Gian Franco Zampetti) ha testimoniato la riconoscenza che la cultura dialettologica locale deve all’autore del “Vocabolario del dialetto di Magione”.

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