Volo in ritardo di tre ore, la compagnia si scusa, ma non risarcisce. Sull'aereo però ci sono trenta avvocati e finisce male

Il giudice di pace ha condannato la società al pagamento di 250 euro ad ognuno dei componenti della squadra Ius Perusia composta da legali perugini che andavano a sfidare i colleghi spagnoli

Tante scuse, ma il biglietto non lo possiamo rimborsare. Peccato che a bordo del velivolo c'era un'intera squadra di calcio composta da avvocati. La compagnia aerea è finita davanti al giudice di pace ed è stata condannata a risarcire 250 euro a passeggero, per un totale di 7.500 euro.

Protagonisti della vicenda i componenti della compagine Ius Perusia Andrea Castellini (storica squadra di calcio dell'Ordine degli avvocati di Perugia) che si apprestavano ad affrontare la consueta trasferta internazionale per andare a sfidare gli avvocati avversari spagnoli del Collegio de Abogados de Madrid (uno dei più numerosi e prestigiosi di tutta Europa). Una lunga tradizione calcistica che ha visto lo Ius Perusia vincitore contro Praga, Valencia, Berlino e Barcellona, ma che ha rischiato di impantanarsi per un ritardo di tre ore all'aeroporto di Firenze del volo con compagnia di bandiera spagnola, Iberia Airlines.

Tra mancate chiamate all'imbarco, propalazione di false notizie sulla cancellazione del volo, solo dopo tre ore, come scritto sopra, gli avvocati perugini e gli altri passeggeri vengono chiamati al check e poi fatti salire sull'aeromobile. Con tante scuse da parte della compagnia, ma niente rimborso o indicazioni su come e dove presentare reclamo. Purtroppo per la compagnia, a bordo ci sono trenta avvocati che decidono di non lasciar correre.

AvvMarchetti foto-2Appena tornati in Italia l'avvocato Simone Marchetti, in rappresentanza dei suoi colleghi passeggeri, avvia una vertenza con la compagnia aerea per il rimborso. Vertenza che finisce solo con la sentenza del giudice di pace di Perugia che accerta il ritardo lamentato dai passeggeri e obbliga la compagnia aerea a risarcire i passeggeri-avvocati e a pagare le spese legali.

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"Secondo la normativa in vigore il risarcimento, in caso di ritardo aereo superiore alle tre ore, spetta in automatico - spiega l'avvocato Simone Marchetti (in foto) - ovverosia anche se il passeggero non è in grado di provare e documentare un particolare danno subito. La compagnia aerea, pertanto, deve risarcire i passeggeri per il solo fatto del ritardo. Sono molto soddisfatto - conclude il legale - perchè, a fronte della strenua resistenza opposta dalla Iberia Airlines, tutti i miei assistiti/colleghi hanno ottenuto un giusto risarcimento".

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