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Visita Papa, Francesco incontro l'Umbria privata dal lavoro: "Famiglie ormai alla fame"

Il Papa in visita ad Assisi alle 9:30 è entrato nella Sala della Spoliazione dove è stato accolto da un messaggio di benvenuto del Vescovo di Assisi Mons. Sorrentino. A Papa Francesco anche una lettera dei lavoratori dell'ex Merloni

La prima volta del Pontefice ad Assisi e nella Sala della Spoliazione è stata accolta da una lettera di benvenuto del Vescovo di Assisi, Nocera e Gualdo Tadino, che ha ringraziato Papa Francesco per questa storica visita.

"Benvenuto in questa Sala della Spoliazione. Sei il primo Papa che visita questo luogo! Qui soffiò, otto secoli fa, il vento di Pentecoste. Qui il gesto sconvolgente dello spogliamento del giovane Francesco:  rinunciò a tutto per possedere tutto, mettendosi, come Cristo, dalla parte degli umili e dei poveri. Per questo la nostra Chiesa ti accoglie oggi insieme a loro: ci sono qui sorelle e fratelli accompagnati dalla Caritas diocesana e regionale. Alcuni non hanno dove dormire e dove mangiare. Altri sono afflitti da problemi di salute. Altri ancora esprimono  il dramma della disoccupazione che anche da noi sta mettendo in ginocchio tante famiglie".

Il vescovo ha poi voluto ricordare come la città d'Assisi e il suo vescovado, nella storia abia avuto sempre uno spirito d'accoglienza proprio a partitre dalla conversione di Francesco. "Questo vescovado, sulle tracce di una "vocazione" suscitata dello Spirito, non solo "accolse" Francesco attraverso il vescovo Guido. Un altro vescovo - Mons. Giuseppe Placido Nicolini - accolse e salvò qui molti ebrei braccati dalla folle ideologia della razza. Siamo qui oggi in ascolto della tua parola. Ti chiediamo di aiutarci a comprendere come dobbiamo spogliarci di noi stessi, per rimanere liberi per servire. Per essere una Chiesa che si prende cura del dolore di Cristo nelle piaghe dei poveri. Questo è un giorno che rimarrà nella storia."

Il Papa in mattinata - 4 ottobre - ha incontrato una delegazione dei lavoratori della ex Antonio Merloni in cassa integrazione, ora dipendenti Jp, che hanno cercato di spigare al Santo Padre la loro situazione di grande difficoltà. Nel messaggio si ricordano le "prospettive molto incerte" di oltre mille lavoratori, con un età media superiore ai 40 anni, "troppo giovani per poter andare in pensione e troppo anziani per le poche aziende che assumono", in una fascia appenninica a cavallo tra Umbria e Marche con 70 mila abitanti e "dove già abbiamo perso 3.000 posti di lavoro, dopo aver subito nel 1997 un terremoto durissimo dal quale ci siamo faticosamente rialzati". "Noi vogliamo reagire e costruire il futuro, che passa attraverso la dignità e il lavoro. Perchè come lei stesso ha sottolineato nel recente incontro in Sardegna, non c'è dignità senza lavoro, è importante che anche attraverso la sua sensibilità che venga data visibilità a questa nostra mobilitazione per il futuro".

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