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Magione, disabile accusato di violenze sessuali: lacune nel racconto della vittima

E' stato accusato di violenze sesuali un uomo di 63 anni che, a dire della giovane vittima, le avrebbe preso la mano costringola a toccargli le parti intime. Ma nessuno sembra aver visto niente e la ragazza non si è mai presentata in aula

Era seduta alla stazione di Magione in attesa che arrivasse il padre. Una giornata qualunque, appartenente a quella routine quotidiana fatta di scuola e libri. Poi quell’incontro con una persona più anziana. Che, a dire della giovane, di origini marocchine, le avrebbe preso la mano e l’avrebbe costretta a toccarlo nelle parti intime.

Parte il processo a carico dell’uomo di 63 anni, difeso dall’avvocato Roberto Rossi. L’accusa è di violenze sessuale. Le persone chiamate a testimoniare sono in tutto tre, ma nessuno sembra aver visto niente, se non la barista della stazione che dichiara di aver assistito la giovane, entrate nel locale subito dopo la vicende, in uno stato di “schock apparente”.

Il processo va avanti. L’uomo è disabile con evidenti problemi motori. La ragazza non si è mai presentata né all'udienza preliminare né alla prima udienza dibattimentale, dove poteva costituirsi parte civile. La prossima udienza di questa vicenda dai lati oscuri si terrà il 21 maggio e allora vedremo se la giovane farà per la prima volta la sua comparsa in aula.

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