Minorenne violentata in disco, condannati a 4 anni il proprietario e il vocalist

Era andata in una discoteca per festeggiare l'inizio del nuovo anno insieme agli amici più cari, ma è iniziato un calvario sia fisico che giudiziario. Oggi ha ottenuto giustizia: 4 anni al suo violentatore

La sentenza è arrivata dopo una breve camera di consiglio. Davanti al giudice dell’udienza preliminare Andrea Claudiani sono apparsi gli avvocati dei quattro imputati, accusati due di avere violentato sessualmente una giovane mentre gli altri di favoreggiamento personale. Quattro anni di reclusione per il proprietario di una nota discoteca perugina e per il vocalist Salvatore Carlucci, meglio noto come Sasà il re delle notti di Myconos. È questa la sentenza che è stata emessa oggi, 11 febbraio, dal giudice, Cinque e quattro mesi, invece, per gli altri due coinvolti nella vicenda. 

I fatti - Era andata in una discoteca per festeggiare l’inizio del nuovo anno insieme agli amici più cari. La sedicenne vittima di una nottata di abusi ed eccessi è stata, infatti, ritrovata la mattina del primo gennaio del 2013 su un divano sola, come lei stessa racconta, dopo aver subito una brutale violenza sessuale. 

A ribadire in sede di dibattimento la colpevolezza degli imputati il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini, titolare delle indagini, che ha parlato di “costrizione”. La giovane secondo, infatti, il pm sarebbe stata obbligata ad avere un rapporto sessuale con la forza. Il noto vocalist di fama internazionale avrebbe così portato la ragazza nella sua stanza, prendendola per un braccio ed è proprio lì che la giovane avrebbe subito più “penetrazioni sia anali che vaginali”. Ma questa non fu l’unica violenza che subì. Secondo, infatti, la versione raccontata dalla ragazza, la giovane ebbe anche un rapporto orale con il proprietario del locale conosciuto la stessa sera.

La difesa, formata dagli avvocati Vincenzo Bochicchio e Mario Monacelli, respinge però ogni accusa. Secondo, infatti, i legali la giovane “avrebbe voluto passare una serata sopra le righe”. Nessuna costrizione quindi da parte degli imputati che non avrebbero in nessun modo abusato della giovane. La ragazza (difesa dall’avvocato Patrizia Pugliese) si è costituita parte civile nel processo.

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