Violenze, abusi alla moglie e botte al figlio: denunciato e allontanato

Dopo alcuni mesi di indagini, la Squadra Mobile ha eseguito la misura cautelare del divieto di dimora a Perugia, disposta dal G.I.P. presso il Tribunale, nei confronti di un cittadino marocchino

Per mesi, la donna ed il figlio hanno dovuto temere i comportamenti dell'uomo, ma grazie alla denuncia della donna e all'operato della polizia, l'incubo sembra essere concluso. L'attività di indagine si è avviata proprio dalla denuncia della donna, marocchina, nei confronti del marito connazionale.

La signora, questa estate, non riuscendo più a sostenere le quotidiane vessazioni ed umiliazioni del marito, concretizzatesi più volte in percosse, aggressioni ed altri atti di violenza, in qualche caso anche finalizzata ad ottenere rapporti sessuali, si è dapprima rivolta ad un centro telefonico specializzato in attività di sostegno alle donne per ricevere un aiuto emotivo e legale.

Tramite gli specialisti del centro si è quindi convinta a denunciare  la sua vicenda alla Polizia recandosi presso gli investigatori della Squadra Mobile specializzati nei reati contro la persona.

Gli agenti hanno quindi acquisito la denuncia della donna ed il suo circostanziato racconto dell’atteggiamento costantemente violento dell’uomo nei suoi confronti, talvolta indirizzato anche nei confronti del figlio minore. Dopo la verbalizzazione hanno innanzitutto provveduto ad affidare entrambi ad una struttura protetta, ove sia la madre che il figlio hanno potuto ottenere rifugio e protezione.

In poco tempo hanno poi sviluppato l’indagine arricchendola degli elementi di riscontro, consentendo al Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di richiedere ed ottenere dal G.I.P. la misura cautelare. Allo straniero, un cittadino marocchino del ’69, di professione cuoco, sono stati contestati i reati di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.), in danno della donna e del figlio, lesioni personali aggravate ( art 582 e 585 c.p.), nonché violenza sessuale aggravata ( artt 609 bis e septies c.p.) nei confronti della moglie.

L’uomo adesso non potrà più dimorare a Perugia, ove risiede la sua famiglia, anche se l’A.G. lo ha autorizzato a permanervi esclusivamente per le ore di lavoro.


 

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