Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Vuole far prostituire la moglie per avere i soldi per la droga, marito sotto processo

L'uomo è accusata di maltrattamenti e minacce anche nei confronti dei figli e dei suoceri: "Assoldo un sicario e faccio fuori tutti quanti"

Costringe la moglie a comperare per lui la droga e pretende che trovi i soldi, anche prostituendosi, per pagare le dosi. Un uomo di 44 anni, difeso dall’avvocato Daniele Federici, è finito sotto processo per maltrattamenti con “condotte violente e con minacce reiterate, dipendenti anche dal suo stato di tossicodipendente, poste in essere nei confronti della moglie”.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe preteso “continuamente dalla donna somme di denaro per l’acquisto di sostanza stupefacente da procurarsi, se necessario, anche prostituendosi e nel minacciare che in caso di diniego sarebbe dovuta andare via di casa perché di sua proprietà”.

In altre occasioni avrebbe minacciato di morte la donna, costituita parte civile tramite l’avvocato Cristina Zinci, se non avesse comperato la droga al posto suo, visto che “per motivi di salute era impossibilitato ad allontanarsi da casa”.

Altri episodi avrebbero riguardato sempre le minacce di morte, coinvolgendo anche i figli: se avesse portato via i bambini, si legge nel capo d’imputazione, l’uomo “li avrebbe fatti fuori” anche “assoldando dei sicari per farli fuori tutti, che lui sarebbe morto presto, ma prima di morire li avrebbe seppelliti tutti”.

Le accuse riguardano anche le molteplici occasioni di violenza fisica e di minacce ai genitori della moglie, ma anche le offese “con epiteti e frasi del tipo ‘sei un tr…, non sei niente, non conti più niente, mi fai schifo, non ti toccherò mai più con un dito, si una cicciona”.

Più di una volta, inoltre, l’uomo si sarebbe appostato sotto casa dei suoceri “per gridare ad alta voce ai figli di stare tranquilli perché presto li avrebbe portati via e che comunque aveva acquistato un’arma”.

Appostamenti compiuti anche sul luogo di lavoro della moglie, con tanto di inseguimenti e pedinamenti “nei suoi spostamenti quotidiani”, oltre che danneggiarle l’auto e squarciarle le gomme.

Un comportamento che induceva la moglie in uno “stato di prostrazione e di sofferenza morale e psichica tanto da costringere la donna a lasciare definitivamente l’abitazione coniugale e a farsi accompagnare negli spostamenti quotidiani”.

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