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Cronaca

Palpeggia due sorelline piccole, albergatore rinviato a giudizio per violenza sessuale

L’imputato, ultraottantenne, è accusato di violenza sessuale nei confronti di due sorelline durante una vacanza in una struttura ricettiva in Umbria da lui gestita

Anziano albergatore rinviato a giudizio per violenza sessuale su due minori, all’epoca dei fatti di appena nove e sei anni d’età. Due sorelline che, insieme alla famiglia originaria del Nord Italia, aveva deciso di trascorrere un soggiorno in una struttura ricettiva dell’Umbria nell'aprile del 2017. Qui – secondo la procura che aveva chiesto per l’imputato il processo – sarebbero avvenute le molestie perpetrate dall’anziano nei confronti delle piccole.

Oggi il gup Lidia Brutti, al termine della camera di consiglio, ha stabilito che servirà un processo per approfondire le contestazioni mosse all’imputato e lo ha rinviato a giudizio al prossimo 22 ottobre 2019, dinanzi al secondo collegio del tribunale di Perugia. L’episodio contestato all’imputato sarebbe accaduto durante un momento di gioco negli spazi esterni pertinenti alla struttura ricettiva. Qui, è la tesi accusatoria, dopo averne carpito la fiducia, le avrebbe costrette a subire atti sessuali, consistiti in palpeggiamenti e toccamenti nelle parti intime delle bimbe. Prima con una delle piccole e contestualmente, con l’altra minore, “infilandole la mano sotto i pantaloni”.

L’avvocato difensore Michele Iacomi, che ha sempre sostenuto l’estraneità dei fatti contestati al suo assistito, spiega: “Il rinvio a giudizio era una sentenza che ci potevamo aspettare vista la natura dell’udienza preliminare come sorta di filtro del processo penale. Oggi non è stato condannato nessuno. Il dibattimento sarà la sede per dimostrare che le accuse mosse nei confronti del mio assistito sono prive di fondamento”.

Intanto lo scorso ottobre le due bambine erano state ascoltate dal gip del tribunale di Perugia nella forma di incidente probatorio e in audizione protetta, alla presenza del perito e psicologo infantile, Agnese Protasi. Una vicenda, questa, che sarebbe emersa a seguito del racconto di una delle sorelline ai genitori, al rientro nella loro città d’origine. Ora sarà il processo a stabilire o meno le responsabilità dell’uomo.

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