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Minaccia e picchia la fidanzata per anni, lo aveva già fatto con altre tre ex: a giudizio

L'imputato è accusato di stalking e lesioni. Avrebbe impedito alla ragazza di incontrare gli amici e l'avrebbe avvicinata anche quando il giudice glielo aveva vietato

Minacciata, picchiata, assoggettata fino a dedicare ogni minuto della propria vita a lui. Fino a quando non ha deciso di dire basta e denunciare tutte le violenze subite in due anni di fidanzamento, portando l’uomo in tribunale con le accuse di stalking e lesioni “perché minacciava, molestava e aggrediva fisicamente” la ragazza con la quale aveva intrattenuto una relazione sentimentale, colpendola con “calci, spinte, schiaffi, forti pizzichi alle gambe, lancio di oggetti, che lasciavano segni visibili sul corpo della ragazza, a cui si accompagnavano violente aggressioni verbali e prevaricazioni nei confronti della vittima, che a causa di una gelosia ossessiva e morbosa, si vedeva costretta ad interrompere le relazioni sociali con i suoi coetanei”.

L’imputato, difeso dall’avvocato Vincenzo Bochicchio, si sarebbe reso protagonista di una “violenta aggressione fisica, volta a costringere la ragazza a trascorrere la serata insieme con lui. Togliendole il cellulare e costringendola a recarsi presso la sua abitazione, perpetrata mediante schiaffi al viso, forti spinte, calci alle gambe e prese per i capelli”, provocando alla giovane lesioni al volto, sulla guancia e sopra l’occhio e una contusione alla spalla e allo sterno, con un forte stato d’ansia per la vittima. Tanto che la giovane temendo “per l’incolumità propria” cambiava abitudini di vita, evitando “di frequentare amici ed amiche” e uscendo solo in compagnia del fidanzato.

La giovane, costituitasi parte civile tramite l’avvocato Sara Pasquino, ha denunciato le continue e gravissime aggressioni verificatesi nel corso dei due anni di relazione, quando lei era ancora minorenne. L’imputato l’avrebbe privata di “qualsivoglia capacità di relazione”, assoggettandola completamente con la paura e isolandola dalla famiglia e dagli amici. Molte amiche hanno confermato la presenza di lividi, il cambiamento di umore e di abitudini, nonché le umiliazioni alle quali era sottoposta.

Sin dai primi giorni della relazione, secondo la ragazza, l’imputato avrebbe assunto “atteggiamenti controllanti e possessivi, non voleva che uscissi con le mie amiche e se decidevo di fare qualcosa senza che lui fosse d’accordo, in principio si limitava ad assumere un atteggiamento ostruzionista” non parlandole per settimane. Con il passare del tempo, invece, si era fatto violento. Due mesi dopo che stavano insieme, infatti, le avrebbe dato uno schiaffo, facendola cadere sulle scale. Nella caduta alla ragazza si rompevano gli occhiali e il cellulare.

Dopo la presentazione della denuncia l’imputato veniva sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento della giovane. Un giorno, per, incontrandola per caso al centro commerciale non cambiava strada, ma l’avvicinava, le chiedeva di tornare insieme e le rubava un bacio sulle labbra.

La giovane si presentava in Questura per una integrazione di querela, chiedendo una misura più afflittiva e che la tutelasse maggiormente. Il giudice era, invece, di altro avviso e revocava anche il divieto di avvicinamento.

Eppure l’indole violenta e prevaricatrice dell’imputato, sostiene il difensore di parte civile, dovrebbe essere ben nota, visto che lo stesso ha avuto ben due procedimenti quando era minorenne, per aver maltrattato due fidanzate, ottenendo il perdono giudiziale e un periodo di vigilanza dei servizi sociali.

Un altro procedimento, con accuse molto gravi (stalking, lesioni e violenza sessuale) lo ha portato davanti al giudice in formazione collegiale al Tribunale di Perugia. Per questo procedimento è stato assolto dalle accuse più gravi e condannato per le lesioni a danno di una ex fidanzata, in un contorno che ricalca le attuali accuse.

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