Cronaca

Lei non vuole più vederlo, lui si cala dal tetto, entra in casa e la violenta: ex sotto processo

Il 28enne indagato aveva avuto una storia con la donna, lei aveva troncato. Il racconto dei mesi di terrore a causa delle minacce, delle aggressioni e delle ritorsioni da parte del giovane

Giovane 28enne si innamora di una 50enne. Solo che lei voleva una relazione senza particolari impegni, per lui, invece, si trattava di amore. O almeno così sembrava, perché con il tempo è diventata una storia morbosa, di possesso e controllo, con episodi di violenza verbale, fisica, sessuale, di minacce di rivelare a tutti che tra loro c’era stato qualcosa.

E alla fine il 28enne di origini campane, difeso dall’avvocato Vittorio Lombardo, è stato indagato violenza sessuale, stalking e violazione di domicilio, finendo confinato lontano dall’Umbria.

La donna, assistita dall’avvocato Dario Epifani, è stata sentita ieri dal giudice con la formula dell’incidente probatorio e ha ricostruito quel periodo, recente, della sua vita, connotato dal terrore: di essere picchiata, aggredita, minacciata, lei e i suoi cari, di non aver potuto più uscire di casa con serenità. Di non poter neanche stare nella propria abitazione in tranquillità, visto che l’ultimo episodio di violenza si è verificato proprio in casa. In quell’occasione, infatti, il giovane, pur di raggiungere la donna che non voleva vederlo, si era arrampicato sul tetto dell’abitazione, per penetrare in casa da un terrazzo e inseguire la donna fin dentro uno sgabuzzino. Tenuta chiusa per ore in casa, l’aveva fatta uscire solo dopo che questa aveva acconsentito (sotto la minaccia fisica e di rivelare la loro storia al figlio adolescente della donna) ad un rapporto sessuale. Poi era arrivata la polizia.

La signora ha ricordato anche il controllo ossessivo del cellulare, chat e messaggi, e dei social, la gelosia e la possessività del giovane, i calci e le spallate a porte e finestre per entrare in casa. Lo stalking telefonico attuato dal giovane con diversi numeri di cellulare per non farsi identificare, anche nel periodo di domicilio coatto in Campania e con il divieto di avvicinare la donna. Telefonate che sarebbero state fatte anche al figlio della donna e ai parenti per screditarla. Una sera che era uscita con le amiche, si era vista comparire davanti il giovane che l'aveva strattonata per i capelli, schiaffeggiata e sbattuta contro un muro.

La vicenda è stata portata davanti al giudice Luciano Padula presso il Tribunale di Spoleto, per quanto riguarda lo stalking, la violazione di domicilio e le molestie. Mentre la Procura di Perugia si sta occupando della violenza sessuale e dello stalking.

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