Violentata nel sottopasso della stazione, dieci anni dopo arriva la prescrizione

Processo aperto nel 2010, ma tra assenze e cambi di giudici non è mai stato sentito alcun testimone né la vittima

Il legislatore interviene sull’emergenza e vara la norma sul Codice rosso per arginare la violenza di genere. Dall’altra parte, a causa di lungaggini burocratiche e farraginose procedure, si riesce a far prescrivere un’accusa di violenza sessuale.

Il caso in questione risale nel tempo, intorno al 2008, quando un sudamericano viene accusato di aver molestato sessualmente una donna nel sottopasso della stazione di Fontivegge. Con quell’accusa da cui difendersi l’uomo, difeso dall’avvocato Fabrizio Castelvecchi, compie tutto il percorso giudiziario: indagini, richiesta di rinvio a giudizio, udienza preliminare e rinvio a giudizio di fronte al collegio. A causa della mancanza di un giudice nella composizione del collegio il processo è stato rinviato un prima volta. Un’altra volta era cambiata la composizione collegiale e non si poteva svolgere l’udienza. E così per anni. Solo in una occasione l’avvocato aveva chiesto un rinvio, ma in questo caso il termine prescrizionale viene interrotto, allungando i tempi del processo. Adesso a dieci anni dall’apertura del dibattimento, il procedimento si dovrebbe chiudere la settimana prossima con la dichiarazione di intervenuta prescrizione.

Secondo la versione accusatoria l’uomo avrebbe aggredito e palpeggiato una connazionale che attraversava il sottopasso una sera d’estate di tanti anni fa. I due non si conoscevano, ma erano entrambi ad una festa sudamericana che si era svolta nei pressi della stazione. La donna aveva poi raccontato di essere stata bloccata alle spalle, spinta contro un muro e immobilizzata. Senza potersi muovere o gridare aiuto, sarebbe stata violentata e anche rapinata della borsetta. Dopo la violenza avrebbe denunciato l’uomo alla polizia, riconoscendolo tra i connazionali che frequentavano lo stesso locale dal ballo.

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La difesa, invece, sostiene che l’uomo non avrebbe violentato la donna, ma che sarebbe accorso in suo aiuto perché la stessa stava litigando con il fidanzato. L’imputato e un amico avrebbero diviso la coppia. Il primo sarebbe rimasto con la donna, il secondo avrebbe portato via il fidanzato. La coppia, secondo l’imputato, era alticcia e i due sarebbero intervenuti per difendere la donna. Tanto che era stato aperto un procedimento per lesioni, dovute alla lotta tra il presunto fidanzato e l’aggressore. A questo punto, però, tutto è inutile a causa del trascorrere del tempo.

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