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"Quell'uomo ha portato l'inferno nella mia vita: botte, obbligata a far sesso e ha provato ad uccidermi"

Protagonista e presunta vittima di questa storia una giovane che ha denunciato l'uomo che l'avrebbe perfino minacciata di morte. La difesa: "Il nostro cliente estraneo ai fatti"

Tentato omicidio, stalking e violenza sessuale, sono queste le accuse di cui dovrà rispondere un cittadino dell’Altovere per cui il Pm aveva chiesto la misura cautelare del carcere. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe costretto una giovane 20enne di origini straniere, già sposata e con tre figli, a continui rapporti sessuali. E’ la donna a denunciare i presunti rapporti che l’uomo, ripetutamente, avrebbe costretto a farle subire. Gli incontri a sfondo sessuale che l’indagato avrebbe “concordato” con la giovane, si sarebbero ripetuti nel tempo, ogni settimana, consumati all’interno della macchina in stradine appartate, ma sotto la minaccia di uccidere lei e  i suoi figli se mai si fosse sottratta a lui, o avesse denunciato tutto. 

Un pugno nell’occhio, strattonamenti, continui appostamenti sotto la sua abitazione: un senso di ansia e paura che avrebbero reso la ragazza succube di quell’uomo più grande di lei, tanto da accondiscendere agli incontri clandestini, temendo per la sua vita e per quella dei suoi figli. La 20enne, avrebbe cambiato anche le sua abitudini di vita, tanto da non riuscire più a muoversi in strada, se non accompagnata da qualcuno. E quelle continue richieste di sesso, che la donna avrebbe continuato a soddisfare, per non essere uccisa, che le avrebbero provocato perdite di sangue a causa della presunta violenza. 

Fin al giorno in cui l’uomo avrebbe cercato di investirla al fine di ucciderla con l'auto. E' la stessa vittima a denunciare l'accaduto dopo essere stata trasportata all'ospedale per via delle lesioni subite in seguito all'impatto con l'auto dell'uomo, ed è ancora lei stessa a denunciare di come fosse stata obbligata a fare sesso con quell'uomo che da più di un anno la tormentava. 

La vicenda è finita davanti al giudice, l'uomo, difeso dagli avvocati Giorgio Margheri e Eleonora Della Rina del foro di Perugia, sostengono l'assoluta estraneità dei fatti imputati al loro assistito, non solo perchè l'incidente-secondo la difesa- sarebbe di natura colposa e non atta ad uccidere la 20enne, ma anche perchè, nonostante la ricostruzione, non ci sarebbero stati rapporti sessuali tra i due. Durante l'incidente, alla vista degli agenti l'uomo avrebbe iniziato ad entrare in uno stato confusionale, è emerso infatti di come l'indagato soffrisse di  problemi non solo nel linguaggio, ma anche di espressione, elementi che inducono a sottolineare un quadro, "dal punto di vista psicologico, di vulnearibilità". 

Insomma, la vicenda è ancora tutta da chiarire, il giudice per le indagini preliminari, aveva ha disposto inizialmente per l'uomo la misura degli arresti domiciliari, ma, avendo in parte accolto l'istanza della difesa, ha sostituito i domiciliari con l'obbligo di non avvicinarsi alla persona offesa per 300 metri. 

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