Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Accusato di tre stupri e scarcerato, la Lega Umbria insorge contro la decisione del giudice

Per i deputati leghisti si tratterebbe di "un vergognoso segnale di resa che le donne non meritano". Il 19enne lascia il carcere per andare in comunità

Cinque mesi in cella, in attesa di completare l'iter dell'indagine, per aver violentato tre ragazzine minorenni tra Perugia e Corciano, e poi l'uscita dal carcere. La Lega Umbria insorge contro la scarcerazione del 19enne arrestato dopo aver stuprato una ragazzina in centro storico e con l'accusa di aver violentato altre due minorenni.

"E’ una vergogna per il nostro Paese che uno stupratore, colpevole di aver violentato una giovane 15enne a Perugia, lasci il carcere solo dopo 5 mesi di detenzione perché drogato e con apparenti problemi psicologici. Come se questi motivi fossero deterrenti al permanere in carcere e scontare la pena prevista per tali reati - dichiarano i parlamentari della Lega Umbria Barbara Saltamartini, Virginio Caparvi, Riccardo Marchetti, Valeria Alessandrini, Luca Briziarelli, Simone Pillon e Stefano Lucidi - Ma che giustizia è questa? Come si può consentire ad un criminale seriale, perché gli sono addebitate violenze anche su altre quattro vittime, di tornare a casa? Il tutto poi accaduto a soli due giorni dalla celebrazione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne".

Il giovane è accusato di aver abusato di una 15enne il 10 giugno scorso, in un vicolo del centro storico, di aver stuprato una minorenne il 12 gennaio 2020, sulla rampa di scale di un parcheggio di un centro commerciale e di aver violentato il 1 gennaio del 2019 una ragazza di 17 anni, sempre in un vicolo del centro storico di Perugia. Al giovane sono stati concessi gli arresti domiciliari dalla madre, in attesa di trovare un posto in una comunità di recupero per tossicodipendenti.

Secondo i parlamentari della Lega Umbria questa scarcerazione va contro i principi della Giornata del 25 novembre, laddove si "chiede alle donne di denunciare le violenze per garantire i colpevoli alla giustizia, che però poi le tradisce non facendo scontare la giusta pena. Questo è un chiaro segnale di resa alle donne che, non fidandosi di una giustizia giusta, non denunceranno più per le violenze subite".

Si tratterebbe di un "vergognoso segnale di resa che le donne non meritano. Vogliamo capire le motivazioni di tale assurda decisione e sapere, interrogando anche il Ministro Bonafede, affinché si faccia chiarezza su questo caso".

I parlamentari della Lega Umbria, infine, ritengono che sia "necessario garantire la certezza della pena e non consentire in alcun modo che possano verificarsi casi simili a quello di Perugia. Il Ministro deve fare luce su questo fatto sconcertante per dare giustizia alle giovanissime vittime di questo delinquente e a tutte le donne che lottano contro ogni violenza".

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