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Domenica, 5 Febbraio 2023
Cronaca

Filmata e violentata mentre stava morendo: pena aumentata in appello per l'uomo che le ha dato la droga

Riconosciuta la responsabilità dell'imputato: condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione. L'episodio era avvenuto in un appartamento di Fontivegge

Cinque anni e 4 mesi di reclusione (un aumento di quattro mesi rispetto alla condanna di primo grado). È quanto deciso dalla corte d’appello di Perugia dopo aver risentito il medico legale, il tossicologo e l’imputato, un 43enne sudamericano difeso dall’avvocato Mauro Dottori, nel caso di una madre di 25 anni violentata e filmata mentre era in stato di incoscienza per assunzione di alcol e droga.

I giudici di primo grado avevano condannato l’imputato a 5 anni per cessione di droga e violenza sessuale e assolto per l’imputazione di morte causata da altro reato. Quest’ultimo reato è stato, invece, riconosciuto dai giudici di appello, i quali hanno ritenuto che lo stupefacente che ha portato al decesso della donna fosse stato fornito dall’imputato.

L’11 aprile del 2021 la Polizia era intervenuta in un appartamento di Fontivegge, dove si era svolta una festa, in violazione anche delle norme per il contenimento del Covid-19, e aveva trovato il corpo senza vita di una giovane sudamericana. La cittadina ecuadoriana era deceduta a seguito di un malore per l'abuso di stupefacenti. Al momento dell'intervento venivano trovate all'interno dell'appartamento quattro persone, tra cui i due indagati, oltre ad un'altra coppia amici della giovane defunta, una ragazza di 27 anni, mamma di due bambini.

Dall'analisi dei cellulari degli indagati, dei tabulati telefonici e dalla visione dei filmati delle telecamere di video sorveglianza, e dall'audizione dei testimoni, veniva ricostruita la serata della, trascorsa bevendo sostanze alcoliche in un altro appartamento in compagnia di connazionali, poi la festa intorno alla mezzanotte e 45 si era spostata nell'appartamento di piazza Vittorio Veneto, dove tutto il gruppo aveva consumato eroina e cocaina fornita proprio dal proprietario di casa.

L'uomo, inoltre, avrebbe approfittato dello stato di incoscienza della giovane per un rapporto sessuale.

La famiglia della vittima è rappresentata dall’avvocato Donatella Donati.

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