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Quando l'inferno è in famiglia: "Segregata dentro casa dal marito, picchiata e violentata"

L'avrebbe sottomessa con calci e pugni per impedirle di comunicare con persone fuori dalla famiglia e costretta ad avere rapporti sessuali. Ex marito alla sbarra

Chiusa in casa a chiave, picchiata e umiliata. E' la drammatica vicenda accaduta a Perugia a una giovane donna originaria del Bangladesh, privata della propria libertà e costretta a vivere senza poter avere contatti con amici e conoscenti. Con l'accusa di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e sequestro di persona, è stato indagato dalla procura il suo ex marito, per lui il pm Michele Adragna ha chiesto il rinvio a giudizio e domani, dinanzi, al gip, si aprirà la prima udienza preliminare.

I fatti contestati all'imputato vanno da novembre 2014 a giugno 2015: secondo l'impianto accusatorio formulato dalla procura, avrebbe maltrattato la coniuge con pugni e schiaffi, "al fine di sottometterla a lui e di impedirle di comunicare con soggetti esterni alla famiglia". Ma non solo: l'avrebbe chiusa a chiave dentro casa ogni volta che l'uomo usciva e si allontanava con gli amici (da qui l'ipotesi di reato di sequestro di persona), costringendola - secondo l'Accusa - ad avere rapporti sessuali, generando in lei uno stato di sofferenza psicologica e fisica e una condizione "di totale soggezione al volere di lui". L'imputato è difeso dall'avvocato Filippo Teglia.

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