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Immagine d'archivio

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"Segregata in casa, picchiata e violentata": ex marito rinviato a giudizio

L'avrebbe sottomessa con calci e pugni per impedirle di comunicare con persone fuori dalla famiglia. L’ex marito nel frattempo però ha sporto denuncia per calunnia nei confronti della donna

Chiusa in casa a chiave, picchiata e umiliata. E' la drammatica vicenda accaduta a Perugia a una giovane donna originaria del Bangladesh, privata della propria libertà e costretta a vivere senza poter avere contatti con amici e conoscenti. Con l'accusa di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e sequestro di persona, è stato inquisito dalla procura il suo ex marito e questa mattina è stato rinviato a giudizio dal gip Lidia Brutti. Per l'imputato - difeso dall'avvocato Filippo Teglia - il processo si aprirà l'8 settembre del 2020. 

I fatti contestati all'imputato vanno da novembre 2014 a giugno 2015: secondo l'impianto accusatorio formulato dalla procura, avrebbe maltrattato la coniuge con pugni e schiaffi, al fine di sottometterla e di impedirle di comunicare con persone esterne  alla famiglia. Ma non solo: l'avrebbe chiusa a chiave dentro casa ogni volta che l'uomo usciva e si allontanava con gli amici (da qui l'ipotesi di reato di sequestro di persona), costringendola - secondo la denuncia della donna - ad avere rapporti sessuali in una condizione "di totale soggezione al volere di lui". Diversa la versione dell'imputato che -attraverso il suo legale - ha sporto denuncia per calunnia nei confronti della sua ex moglie. La vicenda approderà a processo per il vaglio dibattimentale. 

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